Arrivo al cinema con largo anticipo, l'attesa è durata mesi ma gli ultimi minuti sono i più insopportabili.
Ingresso in sala alle 22.00; sono le 21.57, io ci provo comunque; respinto, aspetterò.
Alle 22.03 sono al mio posto, passano i minuti, interminabili. Scorrono numerosi spot, qualche trailer; stringo il bracciolo della poltrona, sono teso e impaziente.
Un'eternità di tempo più tardi, finalmente parte il film tanto atteso. Stallone torna per dirigere se stesso e una manciata dei migliori attori di film d'azione con una sceneggiatura scritta da lui. E chi, un po' stoltamente, dovesse dubitare delle sue capacità di regista e scrittore rispondo con: Rocky, la serie scritta interamente da lui (e diretti tutti tranne il primo), Rambo, Over the Top e Cliffhanger anche questi scritti dallo stesso.
Chiuso questo piccolo inciso, torniamo al film vero e proprio.
Fin dai primi minuti non ci si spreca con inutili chiacchiere, subito azione, subito sparatorie, uccisioni, pirati (somali?) vengono sterminati dal nostro manipolo di mercenari, poco propensi a trattare ma anzi impazienti di fare fuoco su qualsiasi cosa si muova. Un inizio che serve solo a mostrare uno screzio tra Ying (Jet Li) e Gunner (Dolph Lundgren), che culmina con la decisione di Barney (Stallone) di allontanare quest'ultimo dal gruppo perché "Non posso fidarmi di te", dice.

La missione impossibile che dovranno svolgere i nostri consiste nel ribaltare un governo dittatoriale insidiatosi sull'isola di Vilena, nel Golfo del Messico con l'aiuto (e soprattutto il sostegno economico) di un narcotrafficante americano.
Dopo un primo sopralluogo per prendere atto della situazione locale, sembra che la missione debba essere annullata, perché ritenuta addirittura da loro, impossibile.
Ma c'è una bella sfilza di "ma" che non anticiperò per non rovinare la sorpresa a chi fosse desideroso di guardare il film. Fatto sta che dopo la prima visita all'isola, terminata con un'incursione aerea da parte di Barney e Lee (Jason Statham) che fanno fuori un bel po' di militari locali, i nostri decidono di tornare e fare terra bruciata di ciò che era la base del Generale Garza (David Zayas, noto ai più per la parte di Angel nella serie tv Dexter).
Non volendomi dilungare troppo ho omesso ogni singola esplosione, sparatoria o combattimento, di cui il film è pregno a tal punto da mettere i dialoghi in quinta posizione, addirittura dopo lo sfoggio del pene (in senso figurato) e grazie ai quali si torna a respirare un po' l'aria degli anni '80, da molti agognata.
Per una volta, finalmente, dopo aver storto il naso in diverse occasioni (vorrei ricordare Predators e Scontro tra Titani) sono uscito dal cinema soddisfatto, con il sorriso e ancora un po' gasato per la quantità di testosterone che sprizzava dallo schermo. E fortuna che ero in una delle ultime file, mi avrebbero fatto la doccia se fossi stato più avanti.
Ma, ma, ma, purtroppo ci sono dei ma (speravate che fosse finita eh?).

2. La regia è un po' confusionaria, potrebbe non piacere a più di qualcuno, ma personalmente mi ritengo soddisfatto, film d'azione senza telecamere che sbattono a destra e sinistra all'impazzata non hanno lo stesso gusto.
3. Forse ci sono troppi protagonisti. Sarà vero che il cast è stellare (e sono il primo che si è dovuto cambiare le mutande quando l'ha letto) ma proprio a voler mettere troppa carne al fuoco si rischia di trovarsi davanti troppi personaggi che non possono essere caratterizzati a dovere, ma ancora una volta, chissenefrega, ci sono le esplosioni!
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