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domenica 7 agosto 2011

Stan Winston: Pumpkinhead

Pumpkinhead (inedito in Italia, come pure il suo seguito del 1995) è il primo film di una saga horror che ne comprende altri tre (Pumpkinhead 2: Blood Wings, Pumpkinhead 3: Ceneri alle Ceneri e Pumpkinhead 4: Faida di Sangue).
Introduco brevemente il regista, si tratta di colui che si è occupato degli effetti speciali di Alien (e i suoi seguiti), Terminator e Jurassic Park, ma la sua filmografia vanta altri numerosi blockbusters (Predator, Terminator Salvation e di recente, poco prima della sua improvvisa morte, Avatar). Nel 1988 decide si mettersi dietro la cinepresa per dar vita a un tipico horror anni '80 che diverrà ben presto un cult nel genere.
Protagonista della pellicola è Lance Henriksen (l'androide Bishop della saga di Alien), un ortofrutticolo che gestisce una piccola bottega sulla strada, nei pressi di un bosco, assieme al piccolo figlio Billy. Un giorno un gruppo di ragazzi intenti a fare delle esecuzioni in motocross nei pressi della bottega, accidentelmante investono il piccolo Billy che da lì a poco morirà. Il padre, cieco di rabbia e voglia di vendetta si rivolgerà ad una vecchia strega, di nome Haggins, che vive isolata sulle montagne antistanti il bosco, per evocare Pumpkinhead affinchè dia la caccia ai ragazzi...

Preannunciata a grandi linee la trama (nulla di troppo complesso, ma nemmeno troppo scontata come avrete modo di vedere nel corso del film), ora vanno spese un paio di parole per quanto concerne lo stile e soprattutto gli effetti speciali.
Chiaramante Stan Winston impronta l'intero film su atmosfere spettrali e tenebrose, un bosco avvolto dalla nebbia e alcune baite sperdute in esso sono il teatro degli squartamenti di Pumpkinhead, ma chi è costui? Winston ha dato vita ad un mostro soprannaturale, le cui sembianze ricordano molto l'Alien di Ridley Scott. Pumpkinhead ha un preciso ruolo nell'intera saga, esso giace in forma embrionale in un vecchio cimitero costruito sopra un campo di zucche, la strega Haggins (spaventosa anch'essa!) ha il potere di evocarlo affinchè possa vendicare un torto subito da un altro uomo (l'evocatore). In soldoni, Pumpkinhead punisce colui o coloro che hanno fatto del male alla vita di una persona.

Personalmente il film mi è piaciuto molto, la prima parte della pellicola ci introduce a quella che sarà un continuo crescere di tensione e uccisioni spietate, ma già nell'incipit potremmo farci un'idea di che sembianze abbia Pumpkinhead. Winston ha imparato dai registi per cui ha lavorato a esser in grado di trasmettere allo spettatore un senso di ansia, facendo comparire Pumpkinhead nei modi meno sospettabili, di grande impatto sicuramente.

In conclusione, mi sento di dire che si tratta effettivamente di un cult del genere, una mezza trasposizione di Alien in un bosco, circondato da un'aurea di magia, fiaba e morale.

lunedì 8 novembre 2010

Universal Monster Legacy

 

Avevo detto che stavo per entrarne in possesso e come si può ben immaginare non è stato per puro spirito di collezionismo. Un totale di 18 film, per circa 24 ore di durata. Toppi anche per le menti più audaci per essere visti in unica soluzione. Allora perché non approfittare della cornice del periodo di Halloween per togliersi questo sfizio? Unico requisito, armarsi di tanto voglia e tanta ignoranza, visto che si tratta di grandi classici e, ahimè, ancora non li avevo visti... ecco allora un resoconto di questa grande impresa della durata 4 giorni.

PARTECIPANTI (nel nostro caso): dai 2 ai 4 -immancabile la presenza della morosa, fondamentale sia in fase organizzativa che logistica (e con un letto PURtroppo comodo per riuscire a seguire per intero ogni singolo film!)

FILM - come già detto, divisi in quattro giornate:


I ♥ Dracula
30/10
Dracula (1931) 75'
L'originale versione spagnola di Dracula (1931) 73'
La Figlia di Dracula (1936) 71'
Il Figlio di Dracula (1943) 80'
La Casa di Dracula (1945) 67'
Totale: 6 ore circa

La prima giornata è all'insegna dei vampiri e in particolare il famoso Conte... o meglio, della sua allegra famiglia succhiasangue, a partire dal classico Dracula del 1931 con Bela Lugosi, seguito dalla versione spagnola dello stesso, con attori spagnoli e diverso regista (ma stessa sceneggiatura e stesso set). Per chi avesse visto il primo, si fermi a quello, perché la versione spagnola è nettamente inferiore. Per chi non ha visto il primo, veda quello e basta. Proseguiamo con i due figli di Dracula, iniziando ad accusare i sintomi del sonno e colti spesso impreparati dal sonno fatichiamo per arrivare in fondo. La lentezza delle pellicole non aiuta a tirare avanti facilmente. Titolo finale: La Casa di Dracula, un meeting di tutti i tre mostri della Universal, ossia Dracula, l'Uomo Lupo e il mostro di Frankenstein (ai quali, apprendiamo dal trailer, si sommano anche lo scienziato pazzo e la temibilissima Gobba, la sua assistente), le cui vicende si sovrappongono nel laboratorio del suddetto dottore che dovrebbe aiutarli a tornare normali.

I ♥ Classic Monsters
31/10
La Mummia (1932) 73'
L'Uomo Invisibile (1933) 71'
Il Fantasma dell'Opera (1943) 92'
Il Mostro della Laguna Nera (1954) 79'
5 ore e 30 minuti circa

 Per il secondo giorno procediamo con una bel misto di mostri, assassini e scienziati pazzi, dalla mummia (Boris Karloff) al fantasma dell'opera fino all'uomo invisibile (Claude Rains), concludendo con il mostro della laguna nera (Ben Chapman / Ricou Brownin). Nel complesso quattro titoli più che godibili con la grande sorpresa di una pellicola a colori (Il Fantasma dell'Opera) a spezzare la monotonia del bianco e nero, in realtà meno fastidiosa di quanto ci si potesse aspettare. Nota positiva anche (e soprattutto) la presenza di Una O'Connor in L'Uomo Invisibile, nella parte della moglie del proprietario della locanda in cui inizia il film e che regala non poche risate con la sua spigliatezza e un'interpretazione a volte addirittura esagerata. Forse per il mostro della laguna le aspettative erano un po' esagerate, rendendolo quasi una delusione, ma senza averne la colpa.

I ♥ L'Uomo Lupo
01/11
L'Uomo Lupo (1941) 70'
Il Lupo Mannaro di Londra (1935) 71'
La Donna Lupo di Londra (1946) 61'
Frankenstein Contro l'Uomo Lupo (1943) 72'
5 ore circa

 Altro giorno, altro mostro: è la volta dell'uomo lupo (Lon Chaney Jr) che lascia spazio anche ad un interessante thriller psicologico La Donna Lupo di Londra fatto più di intrighi familiari che ai mostri veri e propri, nonché vera e propria sorpresa della giornata. Anche stavolta non rimaniamo delusi e terminiamo con Frankenstein Contro l'Uomo Lupo che contribuisce in modo più che significativo a terminare la serata con una bella dormita.

I  ♥ Frankenstein
02/11
Frankenstein (1931) 71'
La Moglie di Frankenstein (1935) 75'
Il Figlio di Frankenstein (1939) 95'
Il Fantasma di Frankenstein (1942) 67'
La Casa di Frankenstein (1944) 71'
6 ore e 30 minuti circa

Ed ecco finalmente l'ultima fatica, con protagonista quello in cui riponevamo meno speranze e che invece, con estrema gioia, si è rivelato il più interessante sotto diversi aspetti. Una storia solida (dovuta al romanzo da cui è tratto), regia sempre viva e dinamica, i film non sono mai troppo lenti e anzi, rimangono sempre su un buon ritmo e tengono viva l'attenzione. Ancora una volta, e forse anche più dei giorni precedenti, il risultato è una bella promozione per tutta la serie, con i picchi, a mio modesto avviso, nei primi due episodi.

MENU'
L'organizzazione di una simile serie di eventi sarebbe stata in qualche modo mutilata se la visione dei film non fosse stata accompagnata da un apposito menù. E allora ecco la nostra scelta gastronomica, rigorosamente casereccia:

Pizza Dracula: pomodoro, mozzarella, salamino piccante, pomodorini, aglio, cipolla.
Pizza Mummia: quattro formaggi
Pizza Werewolf: pomodoro, mozzarella, salsiccia, wurstel, salamino piccante
Pizza Frankenstein: pomodoro, mozzarella + avanzi ingredienti precedenti pizze (salsiccia, wurstel, salamino piccante, pomodorini, aglio, cipolla, scamorza)


Gli ingredienti quindi sono tutti a vostra disposizione, se sarete abbastanza temerari provate anche voi ad affrontare questa esperienza, tuffandovi nel passato come abbiamo fatto noi.

venerdì 8 ottobre 2010

Robert Zemeckis: Ritorno al Futuro - Trilogia


Avete presente quando provate a pensare a quale sia il miglior film in assoluto o, senza voler essere troppo arroganti, il vostro film preferito e rimanete con una lunga serie di titoli che per un motivo o per l'altro non potete eleggere a vincitore né tantomeno scartare? Ritorno al Futuro è per me uno di questi. (Altri esempi potrebbero essere Jurassic Park, Terminator e Pulp Fiction)


Doc e Marty al primo test della Delorean
Ebbene, credo tutti sappiano già di cosa si tratta: Michael J. Fox è Marty McFly, giovane che ha come insolito amico uno scienziato, il Dottor Emmet Brown (Christopher Lloyd) - detto Doc - che gli farà vivere un'esperienza incredibile: il viaggio nel tempo; è questo infatti il punto centrale dei tre film nei quali si articola la storia.
Nella prima parte Marty finisce 30 anni indietro nel tempo, nel 1955, dove conosce i suoi genitori ancora giovani e deve fare il possibile per farli innamorare, pena la sua scomparsa.
Una volta tornato ai suoi giorni, però, Doc torna nel secondo episodio per portare Marty nel futuro, perché i suoi figli e tutti i suoi discendenti corrono un grave pericolo... Anche qui dopo mille peripezie tutto si concluderà per il meglio, ma non è ancora finita. Nella terza e ultima parte, Marty dovrebbe distruggere la macchina del tempo dopo che Doc è finito nel Far West, ma scopre della sua morte e decide di andare a salvarlo.


Marty al ballo della scuola dei suoi genitori
Ovviamente ho semplificato molto la trama dei tre film, ma soltanto perché sono certo che in molti lo conoscano bene e anche perché non voglio rovinare la sorpresa a chi ancora non l'abbia visto.
Il viaggio nel tempo, infatti, non è così semplice e in caso si interagisca con persone o cose di altri tempi si finisce per cambiare il corso della storia (cosa che in Ritorno al Futuro accade svariate volte), dando vita a veri e propri paradossi, sempre spiegati abilmente da Doc ma non sempre troppo chiari ad un primo ascolto.


La trilogia è ben bilanciata dal punto di vista dei personaggi, con l'eccentricità e follia di Doc, la spregiudicatezza e testardaggine di Marty e l'arroganza dei vari Biff / Griff / Muford "Cane Pazzo" Tannen (i "cattivi", sempre interpretati da Thomas S. Wilson) e in generale si respira (com'è giusto che sia) aria di anni '80 ad ogni inquadratura e ad ogni battuta.


Si tratta, nel complesso, di un'opera ben studiata e che si merita la fama che ha, fatta di un misto tra azione, commedia, fantascienza e anche un pizzico d'amore e dalle tinte a tratti drammatiche. Un bel pastone di tutto quello che potete immaginare o volere da un film o meglio, da una trilogia, fatta eccezione per dinosauri e spade laser.

giovedì 2 settembre 2010

Robert Rodriguez: Machete

Che dire, signori, se non la serata più bella della mia vita almeno una menzione per quest'anno la vince di sicuro!

Con la splendida cornice della 67ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, il sottoscritto ha preso parte all'anteprima di un film destinato a passare, secondo il mio modestissimo parere, nella storia del TrasH, con la T e la H maiuscole!

Si tratta nientepopòdimenochè dell'attesissimo Machete, ultima opera di un Rodriguez (C'era una Volta in Messico) più in forma che mai! Ovviamente presenti alla visione i produttori(Aaron Kaufman
e Iliana Nikolic), il regista, l'attore principale (un esaltatissimo Danny Trejo), l'attrice coprotagonista (una bellissima Jessica Alba, in vestitino nero mozzafiato, NdJ.DP) oltre che amici e qualche comparsa.

Ma veniamo al dunque, sarete bramosi di leggere, in anteprima mondiale, la recensione di un Film tanto atteso quanto chiacchierato...
Bene, cominciamo con un po' di storia:

Parliamo del 2007, l'anno di uscita della seconda parte del "progetto Grindhouse", una "sfida collaborativa" tra Quentin Tarantino e Robert Rodriguez: Planet Terror.
Diretto da Rodriguez, questo film presentava, prima dei titoli di testa, un fake trailer di un fantomatico film, Machete, per l'appunto...C'è da dire che il personaggio di Machete compariva tra le idee bislacche di Robert fin dal 1994, e fin da quei tempi il volto del "dark hero" era, seppur solo nel magico mondo delle idee, quello di Danny Trejo.
Ma così divago, colpa mia... Vi basti sapere che approfittando del notevole successo di pubblico, unito alle minacce di morte ricevute in caso non avesse diretto quel film il prima possibile, il buon Robert si rimbocca le maniche e gira tutte le scene mancanti al famoso trailer, rendendolo il lungometraggio da me visionato!


Machete (Danny Trejo) è un agente federale messicano, un duro come non se ne fanno più, con un profondo senso della giustizia che lo mette spesso in situazioni al limite del suicidio... E proprio durante una di queste missioni che il nostro eroe cade in una trappola del signore della droga Torrez (uno Steven Seagal più grasso e grosso che mai) Dopo aver visto morire davanti ai suoi occhi la moglie (e, sembra, anche la figlia) e aver rischiato di morire bruciato per l'occasione Machete viene creduto morto. Ma così non è, e il nostro eroe riesce ad entrare illegalmente in Texas, dove conduce una vita da immigrato clandestino, vivendo alla giornata di piccoli lavoretti. Tutto insomma sembra procedere con la degradante lentezza della vita extracomunitaria, finchè Machete viene ingaggiato da Michael Benz (Jeff Fahey) per uccidere il Senatore repubblicano McLaughlin (Robert De Niro) in cambio di una cospicua somma di denaro...Ma l'ingaggio si rivelerà una trappola, e Machete dovrà cercare dapprima di scappare, e poi di vendicarsi di coloro che lo hanno portato a un passo dalla morte! Aiutato da una agente dell'immigrazione sexy e sfrontata, Sartana (Jessica Alba), una messicana combattente per i diritti dei suoi conterranei, Shé (Michelle Rodriguez) e suo fratello, Padre Benito del Toro (Cheech Marin) Machete affetterà chiunque gli si pari davanti prima di trovarsi faccia a faccia con il suo acerrimo nemico, colui che ha ammazzato sua moglie e sua figlia solo pochi anni prima!

Il film comincia fin da subito con una buona dose di inaudita violenza, le machetate non sono sicuramente tenute in disparte, anzi! Protagoniste assolute del film continuano a susseguirsi in turbinii di lame, arti mozzati, decapitazioni, fuoriuscite di budella (non vi anticipo nulla, lascerò a voi la visione del film) e quant'altro si possa chiedere a qualche lama ben affilata di tagliare.
Praticamente le occasioni in cui Machete usa un'arma da fuoco si contano sulle dita di una mano, e restano certamente nella memoria dello spettatore per la fantasia! Ma il nostro eroe non si limiterà a questo: dimostrerà dimestichezza anche con bisturi, seghetti da ossa, un tagliaerba, pezzi di vetro, e chi più ne ha più ne metta! (Seppure indubbiamente la sua arma preferita rimarrà sempre colei che da il nome al film e al protagonista).
Menzione speciale alla colonna sonora, sempre azzeccatissima e in grado di regalare una buona dose di adrenalina "in combo" con le inquadrature, peraltro magistrali, segno di un'esperienza che oramai ha ben poco a che vedere con lo stile rozzo seppur efficace del primo Rodriguez, e risultano infatti raffinate e dinamiche, seppur in quel tripudio al sangue che caratterizza in buona parte il film.

Ottima la scelta di far recitare il meno possibile Steven Seagal, il quale poteva risultare l'anello debole del film, con quel suo faccione inespressivo, ma che contrariamente a ogni previsione si adatta perfettamente al suo ruolo di rude e malvagio trafficante di droga messicano.

Il film, sangue ed esplosioni a parte (neanche quelle mancano, la prima ad appena 8 o 9 minuti dall'inizio del film), è in grado di lanciare pesanti messaggi di critica sociale e politica(il senatore estremamente razzista, il cui piano è quello di "elettrificare" il confine Texas-Messico, al contempo intortato nel traffico internazionale di stupefacenti, la spinosa questione dell'immigrazione clandestina, gli insabbiamenti dei potenti, i gruppi razzisti che formano delle "ronde al confine", e chi più ne ha più ne metta) così fuoriuscendo dal clichè del classico trash movie "atuttosangue" senza un briciolo di trama.

Insomma, da qualsiasi punto di vista lo si veda non si può che apprezzarlo per il capolavoro che è! Interessanti le "scene di anticipazione" per le parti già girate nel finto trailer di Tarantino(inserite TUTTE nello svolgimento del film, che in alcuni momenti sembrano quasi posticcie, mai divenendo però fuori luogo!

Applausi scroscianti e standing ovation in sala, sinceramente non ho mai sentito tanti battiti di mani ad una proiezione... sembrava proprio che lo stesso entusiasmo che mi assaliva durante la visione avesse contagiato tutta la sala!

Come poteva finire una serata così magica, dopo la visione di cotanto film?
Ovviamente con una stretta di mano da parte del sottoscritto prima a Rodriguez, poi a Danny Trejo, condita dal loro autografo sotto lo sguardo ammaliante di Jessica Alba, alla quale ho riservato solo una strizzata d'occhio e un mormorato "well done!"

In pratica?
voto: 9 e 1/2
Ben Cazzada (Ben Fatta, ndR), signori!

venerdì 30 luglio 2010

Stephen, Charles e Edward Chiodo: Killer Klowns from Outer Space

Aggirandomi tra gli scaffali di un noto negozio di elettronica triestino, alla ricerca di un regalo appropriato per un buon amico, qualche mese fa, non potevo proprio prevedere cosa mi sarebbe capitato tra le mani...
Dal grosso cesto del grottesco, i film scontati che bene o male nessuno vuole, rimestando per qualche minuto salta fuori questo titolo...i pagliacci assassini dello spazio? Ma cos'è? E finisco per comprarlo al malcapitato festeggiato assieme ad altri commilitoni del trash.
Tutto finisce dimenticatoio, fino a qualche giorno fa, quando durante una serata a casa sua risbuca il divvuddì incriminato...

La prima cosa che salta all'orecchio (eh, si, proprio all'orecchio^__^) è la musichina del menù: un reprise del classico pezzo da circo, però magnificamente schitarrato da un oramai (ahimè) dimenticato gruppo punk-rock anni 80: i Dickies





Il film risulta essere aldisopra di ogni aspettativa!
In una cittadina americana,Crescent Cove, durante i casti amoreggiamenti giovanili nei parchi notturni, viene avvistata una posticcissima stella cadente, di dimensioni, forme e movenze spropositate... Mike e Debbie, i nostri eroi, una coppia di fidanzatini a dirla loro poco meno che ventenni si precipita sul luogo dell'impatto, scoprendo niente popodimeno che un'astronave a forma di tendone da circo...avventuratisi all'interno vengono subito a conoscenza della verità: dei malvagissimi clown extraterrestri stanno uccidendo gli abitanti della cittadina, conservando i corpi in dei grossi bozzoli di zucchero filato. Il loro monito alle forze dell'ordine però serve a ben poco: la centrale di polizia consta di ben 2 (e dico DUE) agenti: l'uno troppo prevenuto contro i giovani (ubriaconi fancazzisti e delinquenti) l'altro coinvolto emotivamente...trattasi infatti dell'ex fidanzato della protagonista, poco disposto ad archiviare la storia. E' solo dopo aver visto in azione i clown assassini che il giovane poliziotto si convincerà del pericolo e aiuterà Mike a liberare il paesino dagli alieni abbattendoli come si conviene a ogni clown: scoppiandogli il naso!
Finale decisamente appropriato con comparsa del gigantesco "clownzilla" abbattuto dall'eroico poliziotto Dave, in un modo tutto da scoprire...


Film scorrevolissimo e a mio avviso geniale per quanto riguarda tutto ciò che concerne i clown: Dall'astronave a forma di circo al gigantesco pagliaccio finale, passando per le "torte acide" e il pistolone sparapopcorn (al quale va una menzione: le tracce di popcorn attacate ai due giovani malcapitati vengono seguite da un cagnolino fatto di palloncini dai clown...ma quando pensi di esserti dimenticato del popcorn scopri che può mutare in dei simpaticissimi e dentuti pagliacetti-serpentello, terrore di ogni lavandaia quando escono dal cesto della roba sporca!)

Nasce come primo lungometraggio diretto e sceneggiato dai fratelli Chiodo, inizialmente stroncato ma che poi, grazie a un notevole successo di pubblico e a una maggiore facilità di "passaparola" è divenuto un vero e proprio cult del genere "B".

In definitiva un'ottimo modo di trascorrere una piacevole serata, come consiglia il retrocopertina, in compagnia di qualche amico e un paio di birre.

martedì 20 luglio 2010

Paul Verhoeven: Atto di Forza

Un ancora giovane Arnold Schwarznegger è protagonista di questa avventura fantascientifica scritta da Philip K. Dick e diretta da Paul Verhoeven in cui l'avanzamento scientifico e tecnologico ha portato alla formazione di un mondo che ha dell'incredibile.
Viaggiare nello spazio è all'ordine del giorno e andare in vacanza su Marte può essere una passeggiata, se non fosse per le tensioni create dagli abitanti della colonia del pianeta rosso. 
Ma se la moglie non vuole fare viaggi nello spazio, una soluzione per godersi la vista dei deserti marziani infuocati c'è: la Recall, un'azienda che promette di mettere nella testa del cliente il ricordo di una bellissima vacanza, senza che questo si sia mai allontanato da casa.

Sappiate però che se siete degli ex agenti segreti a cui è stata cancellata in precedenza la memoria e rimpiazzata con una farlocca, allora con questo trattamento potreste ricordare cose scomode per qualcuno e tornare su Marte per aiutare la resistenza di indigeni a riprendere il controllo del proprio pianeta ormai in mano a una spietata compagnia mineraria.



Considerata l'età del film (1990) è sempre un piacere rivederlo anche e soprattutto per gli effetti speciali che per l'epoca considerata si difendono più che egregiamente.
Sicuramente non è un film da oscar, ma la storia è interessante e ben sviluppata, con qualche colpo di scena e momenti di tensione nei punti giusti. Godibile e assolutamente non pesante, si lascia guardare con facilità pur trattando temi non banali ma in modo implicito, mettendo in primo piano combattimenti ed esplosioni piuttosto che sentimentalismi e seghe mentali.

lunedì 28 giugno 2010

Mark L. Lester: Commando

Fate attenzione perché un Arnold nei panni di un papà felice non capita spesso di vederlo (se non in versione "mammo") e godetevi i primi cinque minuti di pellicola se l'idea vi piace, perché finirà presto.

Ormai ritiratosi dalla carriera militare, John Matrix vive una vita felice con la piccola Jenny in una villa in montagna, ma viene rapito da un folto gruppo armato (impossibile rapire tanta muscolosità se si è in meno di un plotone) insieme alla bambina e costretto ad uccidere il presidente.
Ovviamente il nostro macho austriaco è un uomo d'onore e non si piegherà al ricatto di un gruppo di delinquenti pronti a tutto pur di ribaltare il governo ed entrerà in azione, a dir la verità non tanto per il rispetto dell'autorità massima del paese, quanto per riabbracciare la sua bambina.


Arnold si ritroverà così, stavolta (come se fosse la prima volta), ad affrontare da solo un intero esercito asserragliato sull'isola che funge da quartier generale e sulla quale è tenuta prigioniera Jenny, ma per arrivarci dovrà prima liberarsi della fitta rete di informatori che stanno tramando per la morte del presidente e compiere le ricerche necessarie a localizzare la base nemica.

L'intero film è un continuo susseguirsi di scene d'azione, tra inseguimenti in auto, sparatorie, esplosioni, altre sparatorie e più esplosioni, come è giusto aspettarsi dal regista di Classe 1984 e Grosso guaio a Chinatown, unito ai muscoli e alla mediocre recitazione di un palestrato dal cuore d'oro qual'è Schwarzenegger.

giovedì 17 giugno 2010

Il punto della situazione

Per oggi un solo post veloce veloce, perché purtroppo (o per fortuna) qui c'è da studiare per gli esami e il tempo è quel che è:

sono in vendita le T-Shirt de Il Bosco 1, le potete trovare a questo indirizzo, sono sicuro che molti di voi saranno interessati :)


Nel frattempo il mio lavoro per la guida agli zombi ha subito un leggero rallentamento, ma non mi sono fermato, ho solo bisogno di molto più tempo di quello che ho a disposizione al momento.

mercoledì 9 giugno 2010

Gli irriconoscenti: Ovvero come voltare le spalle...

... ai registi e ai film che vi hanno resi famosi.

Quanti ce ne sono, in giro per il mondo, di attori poco riconoscenti che rinnegano il proprio passato? Non mi è dato saperlo, ma ogni tanto se ne trova qualcuno e non fa piacere vedere pagine e pagine del passato cancellate con tanta facilità.
Ma ci sono eventi nella vita di alcune persone, che non sono così facili da nascondere, non possono essere semplicemente depennati perché hanno lasciato una macchia talmente scura da non poter fare niente per eliminarla.

Qui parliamo in particolare di due persone, due donne per la precisione, che non fiere di sfoggiare opere di culto tra i loro primissimi lavori, preferiscono far finta che non sia mai accaduto.
La prima è la Coralina Cataldi Tassoni del tanto discusso Il Bosco 1 che dopo aver raggiunto il successo (principalmente per i suoi lavori con Dario Argento) ha ben deciso di rinnegare il lavoro svolto con Marfori, dimostrando assoluto disprezzo per un'opera che ha raggiunto un più che discreto successo.

Anna Kanakis, che ha di recente scritto anche un libro, afferma nel suo sito ufficiale di aver esordito nel 'O re di Luigi Magni, dimenticando forse di esser già stata (con ruoli più o meno di spicco) in 2019 - Dopo la Caduta di New York (Sergio Martino), Occhio, Malocchio, Prezzemolo e Finocchio (Sergio Martino), Attila Flagello di Dio (Franco Castellano e Giuseppe Moccia), I nuovi Barbari (Enzo G. Castellari) ed altri.


Fortunatamente c'è anche chi si redime e tra questi Luca Barbareschi, che in un primo momento non dava peso a Cannibal Holocaust, ma dopo dopo esser venuto a conoscenza delle lamentele dei fan per la sua omissione, ha cambiato idea, inserendolo nel suo sito ufficiale. Nell'intervista presente nell'edizione speciale del dvd, si scusa, affermando che nemmeno ricordava di aver recitato in quel film e promettendo di rimediare, come ha fatto.

Non è una prerogativa delle star dover svolgere dei lavori di cui non si va fieri, prima di raggiungere un certo livello di abilità nel proprio lavoro, ma perché lasciarci alle spalle esperienze che ci hanno formato? Non è forse un pregio, un vanto sapere di aver iniziato nel piccolo ed esser riusciti a trasformarlo in qualcosa di grande?

mercoledì 12 maggio 2010

Lucio Fulci: I Guerrieri dell'Anno 2072

Nell'anno 2072 vivremo in un mondo ipertecnologico, in cui i computer potranno tutto, la popolazione mondiale sarà (ancor di più) schiava della tecnologia e degli spettacoli televisivi e questi per attrarre il pubblico diventeranno sempre più violenti, fino a superare certi limiti che non andrebbero varcati.

La stella di uno degli show più seguiti è Drake (Jared Martin), abile combattente che sfidando orde di avversari in sella alla sua moto sconfigge chiunque.
Incastrato da qualcuno che lo voleva fuori dalla scena, viene condannato per essersi vendicato sommariamente degli assassini della moglie e presto portato nel New Colosseum, dove assieme ad altri condannati a morte (tra i quali troviamo Fred Williamson, Howard Ross, Mario Novelli, Hal Yamanouchi) dovrà partecipare allo spettacolo più truculento della storia televisiva, per ottenere la libertà.
Nelle settimane precedenti al combattimento, i partecipanti vengono fatti allenare in condizioni particolari e spesso istigati all'uso della violenza, affinché raggiungano la massima aggressività per l'esibizione.
Come dei veri e proprio gladiatori, quindi, vengono preparati per il grande giorno e sono costantemente tenuti sotto controllo dalle guardie ed osservati dagli organizzatori dell'evento, oltre che dal pubblico.
Si raggiunge quindi il culmine con il grande spettacolo nell'arena, dove in sella a motociclette prima e bighe motorizzate dopo, sono costretti ad una lotta all'ultimo sangue per la sopravvivenza.

L'intrigo e i misteri che si nascondono dietro all'organizzazione e a Junior, il grande computer che si occupa della gestione del New Colosseum, forniscono spunti interessanti e offrono quel tocco in più alla trama sollevandola dalla semplice banalità, facendo di questo film non solo 90 minuti d'azione, armi laser e combattimenti, ma cercando anche di far riflettere sulla società moderna, la spregiudicatezza di persone senza scrupoli mosse solo dal miraggio del profitto o del potere e la crescente (oggi più che allora) dipendenza degli uomini dalle macchine.

sabato 1 maggio 2010

Una strana scoperta e una interessante novità

Premessa: dovete sapere di cosa sto parlando se dico Troma.
Se non vi fosse chiaro, si tratta di una casa di distribuzione e produzione il cui fondatore è un certo Lloyd Kaufman che fino a poco fa credevo fosse famoso solo per questo ruolo.

Appena finito di vedere Rocky, nei titoli di coda noto questo nome che subito riconosco, ma mi sembra strano che si parli della stessa persona, perciò vado a controllare... del resto gli Stati Uniti sono grandi, volete che non si possa trattare di un omonimo?

E invece no, è proprio lui, nel ruolo di "pre-production supervisor"... e vedo anche con stupore che aveva una parte marginale come attore, comparendo in un ruolo simile anche nell'ultimo film della saga, tra l'altro.

Inutile dirlo, lo troviamo come membro della crew in una moltitudine di film della Troma e vedendo le opere più recenti, non mi resta che gioire scoprendo che è in lavorazione un Toxic Avenger V, il ché mi fa però tornare alla mente una notizia molto meno felice a riguardo....

lunedì 26 aprile 2010

Roger Corman: La Vergine di Cera

Allontanatosi dal suo battaglione, un giovane ufficiale napoleonico si trova nei pressi di un castello nel quale si cela un misterioso segreto legato ad una intricata storia di amore, tradimento e morte.

Una evanescente ed affascinante figura femminile guida il tenente Andre Duvalier (Jack Nicholson) dalla spiaggia dove riprende i sensi fino alla cima della scogliera sulla quale si erge un castello abitato dal sinistro barone Von Leppe (Boris Karloff) e ai cui piedi vive in gran segreto una strega.
L'azione si svolge prevalentemente all'interno della fortezza, dove il giovane soldato girovaga in cerca di informazioni riguardo la ragazza che ha visto fuori dal castello e che il barone afferma essere sua moglie, morta oltre vent'anni prima.
Le ricerche di Andre lo porteranno a scoprire il mistero che si cela dietro il barone, assassino di sua moglie perché ne ha scoperto il tradimento con un altro uomo, figlio della strega che vive nei pressi del castello e che ha come suo unico scopo nella vita indurre il nobile al suicidio facendolo tormentare dai sensi di colpa. La vecchia è infatti convinta che il barone abbia tolto la vita anche a suo figlio, mentre è ignara del fatto che proprio lui, in seguito allo shock dovuto alla morte dell'amata, abbia inconsciamente preso il posto di Von Leppe, il quale è morto poco dopo la moglie.
Il piano della megera avrà comunque successo, anche una volta scoperta la verità e non potrà più fare niente per evitarlo.

La fotografia e le scenografie rendono perfettamente quelli che sono l'alone di mistero e l'atmosfera cupa che aleggiano sulla persona del barone Von Leppe e il suo castello, uniti ad una regia incostante (si alternano infatti alla regia Roger Corman, Francis Ford Coppola, Monte Hellman, Jack Hill e Jack Nicholson) che sottolinea ancora di più la particolarità dell'ambientazione e la vena surreale della vicenda, che sente in un certo qual senso l'eredità dei racconti di Edgar Allan Poe.
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