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venerdì 15 ottobre 2010

Edward McHenry: Jackboots on Whitehall


Mi sono interessato al film non appena ho visto il trailer: un film fatto con i pupazzi – praticamente un Team America all’inglese con delle Barbie e delle versioni deformi di Big Jim – e ambientato nel 1940 durante un’ipotetica invasione della Gran Bretagna da parte dell’esercito nazista, che arriva a Londra dal sottosuolo tramite carri armati con trivella posticcia; in aiuto del primo ministro Churchill arriva un ragazzo delle campagne inglesi del Kent (“interpretato” da Ewan McGregor), scartato dall’esercito perché ha le mani troppo grosse; assieme ad un manipolo di persone di varia natura si attesteranno sul vallo di Adriano, ma se la caveranno soltanto grazie all’aiuto di Braveheart…

Premetto subito che il film è abbastanza modesto: a me è piaciuto e mi sono divertito parecchio a guardarlo, ma non è niente di particolarmente brillante. La comicità deriva, come può essere prevedibile, sia dal fatto che il film è interpratato integralmente da bambole dalle movenze alquanto goffe sia da tutta la satira sui vari personaggi storici tirati in ballo durante il film: Winston Churchill è mostrato in tutta la sua caricaturabilità, sia come personaggio d’omone tutto d’un pezzo che come tratti fisici esteriori quali l’onnipresente sigarone e il Tommy gun in mano, mentre Hitler dà il megio di sé indossando gli abiti della regina e fra i suoi sgherri è esilarante Goebbels, che con il suo sguardo bloccato in una smorfia idiota con la bocca spalancata fa la parte dello scemo del gruppo. Altrettanto sono tirati in ballo con intenti satirici gli stereotipi razziali dei popoli coinvolti, così abbiamo un pilota americano che fa tutte le tipiche assurdità degli eroi di guerra dei film americani (irresistibile il fatto che è irriducibilmente convinto che l’esercito nazista tedesco siano i comunisti russi), soldati indiani con tanto di barba e turbante rimasti gli unici a difendere Churchill, l’elettricista polacco, il pescatore playboy francese, gli scozzesi dipinti come un popolo di selvaggi primitivi a metà strada fra dei metallari e dei cannibali in kilt… insomma, è evidente che si tratta di un film ad uso e consumo locale della Gran Bretagna, e proprio per questo penso che difficilmente lo vedremo distribuito in Italia; ma se vi può interessare vedere qualcosa di diverso dal solito lo consiglio vivamente, il divertimento non manca di certo.

giovedì 12 agosto 2010

Rob Green: The Bunker

Seconda guerra mondiale: un gruppo di militari nazisti riesce a prendere riparo in un bunker tedesco dopo essere caduto in agguato ad opera di soldati nemici, ma a soccorrerli non troveranno ciò che li aspettava... soltanto un vecchio pazzo e un ragazzo giovane e inesperto sono rimasti al suo interno,  in attesa di rinforzi.
Ma non sono rinforzi quelli che sono arrivati e al loro seguito non ci sono semplici uomini...

Ciò che li aspetta nel bunker, nascosto nei cunicoli che si snodano sotto di esso, non è un avversario come i soliti, non è ciò che sono abituati ad affrontare e non sarà facile sbarazzarsene.

Nascondere i ricordi, eliminarli totalmente da sé, soprattutto quando si sono commessi atti deplorevoli, è difficile, se non impossibile e lo stesso vale sia da vivi che da morti. Un morto non dimentica tanto facilmente e ugualmente accade per molti morti, sepolti in una fossa comune, cadaveri accatastati come fossero rifiuti, risvegliati dal loro sonno eterno durante la costruzione di un tunnel e in cerca di vendetta.

Gli incubi non si possono cancellare, ti perseguitano, ti consumano, fino alla morte in alcuni casi, è questo è uno di quelli, in cui i protagonisti non possono, non riescono, e forse nemmeno vogliono lasciarsi alle spalle una parte scomoda di passato, che li ha trasformati in mostri, allontanandoli dalla loro natura umana talmente tanto da portarli a combattere tra loro, fino al più tragico degli epiloghi.

Nonostante una buona idea, un po' tra Deathwatch e Outpost, il film si trascina con lentezza ed è difficile mantenere alta l'attenzione, se non fosse per i continui cambi di colore, dal buio pesto ad improvvisi flashback tinti di un giallo che mette a dura prova le retine e, all'interno dei tunnel sotto il bunker, le torce dei militari che non smettono per un secondo di puntare dritte verso la telecamere. Ottimi espedienti per mantenere sveglio lo spettatore, o per privarlo di qualche diottria.

giovedì 10 giugno 2010

A-Team Vs The Expendables: Io ho già deciso

Lascerò giudicare a voi, dato che non voglio influenzare la vostra scelta su quale di questi due film vedere. Sappiate solo che uno lo attendo come poche altre volte mi è successo, mentre ho VERAMENTE TANTA PAURA di vedere l'altro, perché sento che sarà una cagata colossale.

Qui sotto i trailer, buona visione.


venerdì 28 maggio 2010

E.B. Clucher (Enzo Barboni): Ciao nemico

Il nome Enzo Barboni è indissolubilmente legato a quello di Bud Spencer e Terence Hill, dato che oltre a essere stato il creatore degli amatissimi personaggi Trinità e Bambino annovera poi nella sua filmografia quasi esclusivamente film con protagonisti Bud e Terence, da soli o più spesso in coppia. Questo ovviamente perché il sodalizio fra i tre era una ricetta sempre vincente, e Barboni dava il meglio di sé con questi due attori, mentre i risultati erano parecchio inferiori in quei pochi film che ha realizzato senza di loro (basti guardare "Anche gli angeli tirano di destro", sequel bruttarello del bellissimo "Anche gli angeli mangiano fagioli", o il veramente pessimo "Trinità e Bambino... e adesso tocca a noi!").
Il film di cui parliamo oggi fortunatamente non tenta di mettere in scena due sostituiti/cloni di Bud Spencer e Terence Hill, e forse per questo non è proprio di basso livello come i due film sopracitati... la trama ruota attorno a due commandos di soldati, uno americano e uno italiano, entrambi col compito di distruggere un ponte di epoca romana perché si trova in una zona strategica sia per gli alleati che per le forze dell'asse (siamo nel 1943, poco dopo lo sbarco delle forze alleate nel suditalia); i due contingenti però fanno amicizia e mettono in piedi una trovata per mandare all'aria i piani dei rispettivi superiori, evitando così di distruggere questa meraviglia architettonica...
Come potete capire siamo di fronte a una pellicola che, in maniera molto farsesca e scherzosa (possiamo dire anche molto leggera), prende in giro la guerra e tutte le macchinazioni che le stanno dietro (per esempio, l'ufficiale americano che vuole far saltare il ponte usa la carriera militare per future ambizioni politiche); i personaggi sono tutti alquanto macchiettistici, e vale la pena citare nel contingente americano un pellerossa con tanto di Winchester e un gangster italoamericano armato di Tommy Gun e cappello fedora in testa, mentre fra gli italiani non mancano gli stereotipi regionali come l'alpino veneto o il pigrissimo napoletano.
Passando a un giudizio sul film, la prima parte della pellicola scorre bene, purtroppo poi (quando i due commandos si separano dopo aver pianificato come salvare il ponte) il film si perde in un sacco di trovate più o meno eccessivamente sceme che si ammucchiano l'una sull'altra. Peccato perché forse sarebbe bastato poco per essere di fronte a qualcosa di un po' migliore, specialmente avendo per le mani un cast notevole (Giuliano Gemma e Johnny Dorelly sono i protagonisti, ma come comprimari hanno tutta una serie di caratteristi italiani di buon livello come Sal Borghese, Massimo Lopez ecc.). Quindi siamo di fronte a uno di quei film in cui ci si rende conto, guardandolo, che avrebbe potuto essere qualcosa di un pelino migliore; nonostante questo, è un buon esempio di cinema nazional-popolare italiano del passato a cui guardare, almeno dal mio punto di vista, con qualche nostalgia.
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