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venerdì 5 novembre 2010

Roman Polanski: Pirati

Nell'ultimo decennio la Disney, con la sua saga dei Pirati dei Caraibi, ha rimesso mano all'immaginario piratesco riproponendolo per il gusto cinematografico attuale, ma la tradizione dei film di pirati è di lunga data (non dimentichiamo che L'isola del tesoro, del 1950, è stato il primo film con attori in carne e ossa della stessa Disney), e negli anni ottanta anche Roman Polanski ha dato una sua interpretazione di questo classico sottogenere del cinema d'avventura; del film se n'è tornato indirettamente a parlare di recente in quanto la protagonista femminile di questa pellicola (Charlotte Lewis) qualche mese fa ha denunciato Polanski per molestie sessuali subite all'epoca della realizzazione di questo film, quando lei era ancora minorenne.

Comunque, venendo al film, la trama è questa: il temibile pirata Capitan Red (Walter Matthau) e il suo aiutante, un ragazzo chiamato Ranocchio, sono alla deriva su una zattera di fortuna, quando incrociano un galeone spagnolo su cui vengono recuperati e utilizzati come schiavi; ma Capitan Red scopre ben presto che su questo galeone, diretto in Spagna, è custodito un trono azteco d'oro di valore inestimabile, di decide di volersi impossessare, e per far ciò crea scompiglio sulla nave aizzando l'equipaggio all'ammutinamento...


Innanzittuto va subito detto che il film deve moltissimo a Walter Matthau e al suo personaggio, sia per l'interpretazione fantastica che per le battute che dice; per il resto, il film mescola situazioni comico-grottesche (come quando, all'inizio, attanagliato dalla fame Capitan Red mangia un pesce con tanto di amo e lenza per poi cercare di azzannare Ranocchio) a momenti in cui si cerca di fare della satira sociale leggermente accennata, fra le rivendicazioni pseudosindacali degli ammutinati/lavoratori e la perfida astuzia calcolatrice degli spagnoli/padroni, per non parlare di qualche accenno alla religione cristiana. Il film comunque non è propriamente una commedia, e questo forse è la causa della sensazione di insoddisfazione che per quanto poco emerge in qualche momento del film mentre lo si guarda, ma in fondo non si tratta di niente di ché; il film anzi forse può essere apprezzabile anche per questo, dato che non rischia mai di sembrare uno spettacolone hollywoodiano, senza per questo rinunciare a gustose e anarchiche scene d'azione. L'unica cosa che non ho ben capito è il fatto che il film lascia un finale aperto con parecchie questioni, a livello di trama, esplicitamente irrisolte, come se all'epoca avessero voluto fare di questo film il primo di una saga che avrebbe dovuto proseguire con altri episodi ma che, per qualche motivo (insuccesso commerciale?), non sono stati fatti; in tal caso non posso far altro che esprimere tutto il mio rammarico, dato che mi sarebbe piaciuto a vedere come proseguiva quest'avventura di cui, per ovvi motivi (Matthau), non si potrà mai vedere la fine.

Chiudo con una curiosità: la nave che si vede nel film è al momento ancorata (immagino in pianta stabile) nel porto antico di Genova, per chiunque volesse vederla e ammirarla di persona.

mercoledì 28 aprile 2010

John Carl Buechler: Troll

Questo film è un delirio.
C'è la famiglia Potter con Harry padre e figlio rispettivamente Senior e Junior e c'è Sonny Bono, oltre ad un nano e un troll, impersonato dallo stesso ma con un costume plasticoso messo addosso.
No, questo non è ancora niente, perché la varietà dei personaggi e la trama traballante sono i suoi punti di forza, seppur non bastino ad elevarlo sufficientemente da incontrare il favore del grande pubblico.

Harry Potter è un maghetto inglese che con il passare degli anni diventando grande acquisisce poteri sempre maggiori, mentre lotta contro un nemico più grande di lui?
Non proprio, Harry è un ragazzino che deve badare a sua sorella mentre i genitori sono indaffarati a sistemare mobili e cianfrusaglie nella nuova casa, subito dopo il trasloco; peccato però che la piccola sia stata presa prigioniera da un troll che ne ha assunto le sembianze per non farsi scoprire mentre porta avanti il suo piano di conquista dell'edificio e quindi del mondo.
Un appartamento dopo l'altro, la ragazzina dei capelli dorati deve trasformare gli abitanti in cetrioli giganti dai quali usciranno esserini di altri mondi che aiuteranno il troll nel suo malefico piano.
Fortunatamente il giovane Harry fa la conoscenza della strega che vive all'ultimo piano, apparentemente anziana signora discreta, che si rivela piena di risorse e lo inizia al mondo dell'occulto, affidandogli il compito di sconfiggere il troll.

Ci sono molteplici elementi che mi hanno colpito e ancora mi fanno riflettere in questo film, come il nome del protagonista, sarà un caso che Harry Potter sia un ragazzino (anche se nel doppiaggio italiano ha più la voce da trentenne) che indipendentemente dalla sua volontà si ritrova ad aver a che fare con la magia?
Altro elemento di cui discutere: il finale, come lo si può spiegare? Torok, il mago che è stato tramutato in troll in tempi antichi, perché si presenta sia nella sua forma attuale che in quella di un mostro alato? E perché queste due combattono tra loro?
Ma soprattutto: i film che Harry guarda in tv, esistono davvero?
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