È difficile prendere il nuovo film di uno dei registi che consideri tra i migliori di sempre e non piangere quando il prodotto è quello che vi presento oggi.
Il regista in questione è Enzo G. Castellari, che un paio d'anni fa ho avuto l'onore di incontrare durante il Science Plus Fiction qui a Trieste, quando ha presentato proprio questo film: Carribean Basterds. E a ripensare come l'ha presentato, vorrei tanto incontrarlo una seconda volta e chiedergli delucidazioni in merito.
Va bene il non saper dire di no se ti propongono un film da girare ai Caraibi, va bene accettare uno script poco interessante giusto per divertirsi, ma cercare di salvare il salvabile facendolo diventare una raccolta di (auto)citazioni sperando di far esaltare i fan... allora no, non ci siamo proprio.
Vediamo prima la trama, i commenti a seguire.
Ci sono 3 ragazzi. Fratello e sorella, figli di un ricco mercante d'armi stabilitosi in Venezuela e un altro ragazzo conosciuto per caso. Questi iniziano a frequentarsi e poco alla volta scoprono una comune intolleranza nei confronti dei ricchi e dell'ipocrisia del mondo borghese. Ben presto si ritrovano vestiti come i drughi di arancia meccanica a picchiare vecchi e stuprare puttane, per poi essere scoperti dalla polizia e trovarsi in un gran casino, finendo addirittura in mezzo a narcotrafficanti e altra gente poco affidabile.
Il tutto è ovviamente condito di scazzottate (una anche con lo stesso regista, che si fa stendere senza opporre troppa resistenza), arti marziali, sparatorie e sesso gratuito.
La trama è sicuramente poco originale, ma non è il punto debole del prodotto finale. Certo, si sarebbe potuta sviluppare meglio, ma il punto di partenza non era dei peggiori. Lo script in generale, però, non è esaltante. A mio avviso Castellari non avrebbe dovuto accettare di girare una simile porcheria e a quanto pare, avendolo fatto, non ci si è messo troppo d'impegno, perché il suo tocco non è molto visibile. Va bene, c'è la sparatoria con un sacco di morti e gente che vola da tutte le parti, questo è nel suo stile, ma dove sono le esplosioni? I lanciafiamme? Lo sappiamo tutti che sono i suoi giocattoli preferiti su pellicola, eppure qui nemmeno l'ombra.
Un attimo, ho forse detto pellicola? Altra nota dolente, il film non è girato su pellicola, ma con una di quelle videocamere digitali che fanno tanto l'effetto Asylum/porno di scarsa qualità. Per non parlare delle luci, quasi sempre troppo forti, controluce e comunque quasi mai buone. La fotografia, la post-produzione, il montaggio, sono in generale le parti peggiori. Anche e soprattutto per colpa di quei continui flash in cui viene riproposta la stessa scena per svariate volte, ma un po' sfocata, in bianco e nero o con altri effetti fastidiosi. Quando si arriva allo schermo che viene diviso in 3 sulla scena del bacio, però, è veramente troppo.
Come se non bastassero le vibrazioni della telecamera quando qualcuno prende un colpo (forse per non far vedere che i combattimenti sono fatti malissimo?) o il sangue finto che schizza in camera (magari salsa di pomodoro, qui è addirittura fatto in computer grafica..).
In conclusione, un brutto film, che cerca di reggersi in piedi solo sulle continue citazioni ad altri prodotti dello stesso Castellari o del collega-amico Tarantino (un personaggio ha addirittura il suo nome).
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venerdì 12 agosto 2011
domenica 16 maggio 2010
Enzo G. Castellari: I Nuovi Barbari
Giancarlo Prete, Fred Williamson, George Eastman, Ennio Girolami sono solo alcuni dei nomi che i cultori del cinema italiano degli anni '70 – '80 dovrebbero avere bene a mente e riconoscere in questo film; un cast, a ben vedere, quasi inarrivabile, ma non mi soffermerò oltre su queste frivole ma interessanti informazioni, dato che sono facilmente reperibili in rete (imdb, su tutti).
Siamo in un futuro imprecisato e il pianeta è stato devastato da una guerra nucleare, Scorpion (Giancarlo Prete) è il classico eroe solitario, in perenne lotta per la sopravvivenza in un mondo che ormai non ha più niente da offrire, se non la speranza di incontrare qualcuno per cui valga la pena vivere.
Altri superstiti si organizzano come possono per portare avanti le loro esistenze, alcuni affidandosi a predicatori che promettono l'arrivo in terre fertili e incontaminate, altri seguendo un leader violento e sanguinario: One (George Eastman) che con i suoi Templar ha come ultimo scopo nella sua vita quello di eliminare ogni traccia di vita sopravvissuta.
La storia si articola con la lotta tra One e Scoprion, acerrimi nemici, l'uno per portare a termine il suo piano malvagio e il secondo semplicemente per continuare a vivere.
Una cosa che sicuramente colpisce lo spettatore è la varietà dei personaggi e le loro particolarità, che non vengono (come spesso accade) esplicate al pubblico, portando allo sviluppo degli stessi nel corso dello svolgimento della storia, ma si tratta bensì di persone già fatte e formate, che hanno già una propria esistenza prima dell'inizio del film, come se quanto visto dalla macchina da presa sia uno scorcio, una intrusione nelle loro vite.
Così troviamo Nadir (Fred Williamson) armato di arco e frecce dalla punta esplosiva, il gruppo dei Templar con le loro gerarchie e diatribe interne capitanato da One e il suo secondo, Shadow (Ennio Girolami), senza dimenticare il giovanissimo meccanico di fiducia di Scorpion (Giovanni Frezza), un asso con la fionda, tutti con il proprio passato, a volte comune, degli ideali e degli obiettivi e i loro futuri rimarranno, alla fine della visione, in sospeso...
lunedì 19 aprile 2010
FICA, ovvero il Festival Intercomunale di Cinema Amatoriale
Scrivo fresco di ricordi ed a un'ora per me solitamente improponibile perché voglio esprimere il mio disappunto per questa esperienza appena svolta.
La storia inizia ieri (ormai, l'altro ieri) sabato 17 aprile, quando veniamo a conoscenza, tramite Bloodbuster della presenza di Enzo G. Castellari a questo fantomatico festival di periferia e decidiamo, non senza pensarci un po', di organizzarsi e partire. Del resto non è una decisione che normalmente si prende con tanta leggerezza, parliamo pur sempre di fare Trieste - Brescia andata e ritorno senza fermarsi a dormire...
Ma per Enzo e per la presentazione in anteprima del suo nuovo film, questo ed altro!
Ecco, sì, Enzo...
Tralascerò i dettagli del viaggio, siamo partiti in 3 da Trieste, per raccogliere gli altri due sventurati compagni di viaggio a Padova (dove li lasceremo anche poi al ritorno) e con i soliti piccoli problemi di orari, pasti e location, arriviamo, appunto con un po' di ritardo rispetto all'inizio dell'evento.
Entriamo in sala ed assistiamo alla proiezione di due spot, presumibilmente degli anni '50 - '60 dei salumi Negroni che hanno per protagonisti dei cowboy... (se non mi sbaglio si tratta del "ricordo del regista Angio Zane, riportato in programma) molto western, molto simpatici, ci fanno divertire e così iniziamo bene; anche se, mannaggia, siamo arrivati tardi e ci siamo persi l'intervento di Castellari! Ma perché non lo vediamo in sala?
Si prosegue poi con le premiazioni e la proiezione dei corti vincitori.
Non me ne voglia chi fa parte dell'organizzazione, ma non ho idea di quali fossero i vincitori, ricordo solo che si trattava di uno spagnolo, con il suo "The Perfect Immigrant" (che, sarò sincero, non mi è piaciuto) e di un ragazzimo di 15 anni, al quale farei volentieri i miei complimenti, se potessi, per il suo corto con protagonista un pupazzo di un papero che cerca disperatamente di riunirsi al suo amico cagnolino, chiuso in un sacco probabilmente destinato al cassonetto. Toccante, se preso con il giusto spirito, e tecnicamente ben realizzato, se consideriamo da chi è stato fatto.
Finalmente il momento tanto atteso, la proiezione di "Quel Maledetto Treno Blindato" di Enzo G. Castellari. Quel Maledetto Treno Blindato? Abbiamo fatto più di 300km per vedere Carribean Basterds e vogliono proiettare Quel Maledetto Treno Blindato? C'è qualcosa che non va.
Dopo la presentazione della pellicola, mi faccio coraggio, alzo la mano per chiedere delucidazioni in merito e mi viene risposto dal presentatore della serata che quello era un programma vecchio, che è stato cambiato perché Castellari non ha presenziato e che avrebbe appunto dovuto portare lui la pellicola in quanto inedita.
Ora, vorrei dire, posso capire che non avremmo dovuto fidarci di Bloodbuster (che ancora riporta il programma vecchio, e lo sponsorizza su facebook) e avremmo dovuto controllare sul sito ufficiale del festival (per quanto scarno e privo di recapiti) ma anche lì, a voler ben vedere, è assicurata la presenza del regista, che quindi non solo non ha portato l'anteprima del film appena ultimato, ma non ha nemmeno presentato il nuovo western "Gli Implacabili".
Insomma, passi che non è stato proiettato il film perché non l'ha portato, ma potevano almeno eliminare del tutto la notizia di una sua presenza al festival... o poteva far comodo attirare gente con l'inganno?
Sta di fatto che siamo rimasti amareggiati, siamo partiti alle 16.30 da Trieste e siamo tornati alle 4.30, 12 ore giuste giuste, di cui circa 3 in sala, gran parte delle altre in auto.
Bilancio personale: 35€ spesi per vedere un film già visto (con lo stesso regista in sala, presentato da lui, al Science+Fiction di Trieste non molto tempo fa) e che ho in dvd (in una bellissima edizione, tra l'altro, e che ho avuto la fortuna di riuscire a farmi autografare), guidato per quasi 700km (o forse anche un po' di più, contando i tragitti fatti in centro città, tra Trieste, Padova e Brescia) e un'estrema delusione.
Ma soprattutto, di chi è la colpa? Mi piacerebbe scoprirlo, ma credo che non sarà così facile...
Comunque abbiamo deciso di partecipare anche noi l'anno prossimo, almeno potremmo dare un senso a questo lunghissimo viaggio.
La storia inizia ieri (ormai, l'altro ieri) sabato 17 aprile, quando veniamo a conoscenza, tramite Bloodbuster della presenza di Enzo G. Castellari a questo fantomatico festival di periferia e decidiamo, non senza pensarci un po', di organizzarsi e partire. Del resto non è una decisione che normalmente si prende con tanta leggerezza, parliamo pur sempre di fare Trieste - Brescia andata e ritorno senza fermarsi a dormire...
Ma per Enzo e per la presentazione in anteprima del suo nuovo film, questo ed altro!
Ecco, sì, Enzo...
Tralascerò i dettagli del viaggio, siamo partiti in 3 da Trieste, per raccogliere gli altri due sventurati compagni di viaggio a Padova (dove li lasceremo anche poi al ritorno) e con i soliti piccoli problemi di orari, pasti e location, arriviamo, appunto con un po' di ritardo rispetto all'inizio dell'evento.
Entriamo in sala ed assistiamo alla proiezione di due spot, presumibilmente degli anni '50 - '60 dei salumi Negroni che hanno per protagonisti dei cowboy... (se non mi sbaglio si tratta del "ricordo del regista Angio Zane, riportato in programma) molto western, molto simpatici, ci fanno divertire e così iniziamo bene; anche se, mannaggia, siamo arrivati tardi e ci siamo persi l'intervento di Castellari! Ma perché non lo vediamo in sala?
Si prosegue poi con le premiazioni e la proiezione dei corti vincitori.
Non me ne voglia chi fa parte dell'organizzazione, ma non ho idea di quali fossero i vincitori, ricordo solo che si trattava di uno spagnolo, con il suo "The Perfect Immigrant" (che, sarò sincero, non mi è piaciuto) e di un ragazzimo di 15 anni, al quale farei volentieri i miei complimenti, se potessi, per il suo corto con protagonista un pupazzo di un papero che cerca disperatamente di riunirsi al suo amico cagnolino, chiuso in un sacco probabilmente destinato al cassonetto. Toccante, se preso con il giusto spirito, e tecnicamente ben realizzato, se consideriamo da chi è stato fatto.
Finalmente il momento tanto atteso, la proiezione di "Quel Maledetto Treno Blindato" di Enzo G. Castellari. Quel Maledetto Treno Blindato? Abbiamo fatto più di 300km per vedere Carribean Basterds e vogliono proiettare Quel Maledetto Treno Blindato? C'è qualcosa che non va.
Dopo la presentazione della pellicola, mi faccio coraggio, alzo la mano per chiedere delucidazioni in merito e mi viene risposto dal presentatore della serata che quello era un programma vecchio, che è stato cambiato perché Castellari non ha presenziato e che avrebbe appunto dovuto portare lui la pellicola in quanto inedita.
Ora, vorrei dire, posso capire che non avremmo dovuto fidarci di Bloodbuster (che ancora riporta il programma vecchio, e lo sponsorizza su facebook) e avremmo dovuto controllare sul sito ufficiale del festival (per quanto scarno e privo di recapiti) ma anche lì, a voler ben vedere, è assicurata la presenza del regista, che quindi non solo non ha portato l'anteprima del film appena ultimato, ma non ha nemmeno presentato il nuovo western "Gli Implacabili".
Insomma, passi che non è stato proiettato il film perché non l'ha portato, ma potevano almeno eliminare del tutto la notizia di una sua presenza al festival... o poteva far comodo attirare gente con l'inganno?
Sta di fatto che siamo rimasti amareggiati, siamo partiti alle 16.30 da Trieste e siamo tornati alle 4.30, 12 ore giuste giuste, di cui circa 3 in sala, gran parte delle altre in auto.
Bilancio personale: 35€ spesi per vedere un film già visto (con lo stesso regista in sala, presentato da lui, al Science+Fiction di Trieste non molto tempo fa) e che ho in dvd (in una bellissima edizione, tra l'altro, e che ho avuto la fortuna di riuscire a farmi autografare), guidato per quasi 700km (o forse anche un po' di più, contando i tragitti fatti in centro città, tra Trieste, Padova e Brescia) e un'estrema delusione.
Ma soprattutto, di chi è la colpa? Mi piacerebbe scoprirlo, ma credo che non sarà così facile...
Comunque abbiamo deciso di partecipare anche noi l'anno prossimo, almeno potremmo dare un senso a questo lunghissimo viaggio.
sabato 17 aprile 2010
Enzo G. Castellari: L' Ultimo Squalo
Una colonna sonora coinvolgente e i movimenti fluenti di un giovane sul windsurf accolgono lo spettatore già dai primi istanti e in pochissimo tempo siamo immersi in una comunità costiera statunitense che vive serenamente, in attesa della annuale regata di windsurf che porterà sulle loro spiagge appassionati da tutto il Paese.
Peccato che proprio nei giorni precedenti la regata, una minaccia giunga dal mare: uno squalo bianco dalle dimensioni mai viste prima... se non in Lo Squalo di Steven Spielberg, di qualche anno prima (1975, contro il 1981 di cui stiamo parlando).
Il sindaco e i cittadini si troveranno nella spiacevole situazione di dover decidere se sacrificare l'evento tanto atteso o cercare una soluzione per tenere alla larga il pericoloso predatore.
Ovviamente come vuole la tradizione film-esca, la scelta ricadrà sulla seconda ipotesi, nonostante gli avvertimenti del vecchio cacciatore di squali che abita in città. Il metodo è tanto rozzo quanto semplice: viene distesa una rete metallica lungo tutta l'imboccatura del golfo per impedire allo squalo di accedervi e giusto per restare in tema di ovvietà, diciamo pure che la spropositata forza di questo abitante del mare gli permetterà di aprirvi una breccia e fare uno spuntino proprio in concomitanza della gara, con conseguente caccia allo squalo.
Tra cavalcatori di tavole e cacciatori di mostri marini, i morti sono molteplici per tutta la durata del film, fino ad arrivare all'epilogo vittorioso, in cui possiamo finalmente tirare un respiro di sollievo.
Come d'abitudine con questo regista, i ritmi sono sostenuti e il film mai noioso, i personaggi forse non brillano per la grande caratterizzazione, ma fanno comunque una bella figura nel complesso gli attori, forse non eccelsi ma che sanno fare il loro mestiere più che dignitosamente. Parlando sempre di cast(ellari), troviamo anche qui una parte della famiglia Girolami (sicuramente saprete, o avrete intuito, per cosa sta la “G.” nel nome del regista), come accade spesso nei suoi film (la figlia, ad esempio, recita la parte di una giovane che, salvata in extemis, perde una gamba).
Vista la somiglianza con la pellicola di Spielberg già citata, non stupisce il fatto che abbia passato dei guai giudiziari proprio per questo motivo, anche se a confrontarlo con Jaws, l'opera italiana è probabilmente meno seria, più scanzonata, rivolta ad un pubblico più interessato a divertirsi che a spaventarsi.
martedì 1 dicembre 2009
Science Plus Fiction '09
Si è tenuto come sempre a Trieste la IX edizione del Science Plus Fiction, S+F per gli amici, uno dei festival della fantascienza tra i più importanti d'Europa. E come ogni anno non sono mancati gli ospiti illustri, tra i quali Christopher Lee, Enzo G. Castellari e Roger Corman.
Ecco alcune delle impressioni a riguardo:
Apertura (X: The Man With X-ray Eyes + "Sonorizzazione ad opera dei Massimo Volume del film La Chute De La Maison Usher, 1928)
Roger Corman (The Fall of the House of Usher + The Pit and the Pendulum + Masque of the Red Death + The Raven)
Enzo G. Castellari (intervista + Fuga dal Bronx + Quel Maledetto Treno Blindato)
1 (Pater Sparrow)
The Children (Tom Shankland)
Ecco alcune delle impressioni a riguardo:
Apertura (X: The Man With X-ray Eyes + "Sonorizzazione ad opera dei Massimo Volume del film La Chute De La Maison Usher, 1928)
Roger Corman (The Fall of the House of Usher + The Pit and the Pendulum + Masque of the Red Death + The Raven)
Enzo G. Castellari (intervista + Fuga dal Bronx + Quel Maledetto Treno Blindato)
1 (Pater Sparrow)
The Children (Tom Shankland)
Postato da
Mauro Meden
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