martedì 3 agosto 2010

Bruno Mattei: Snuff Killer

Non ho che poche, pochissime, parole da spendere per descrivere questo film, sicuramente uno dei peggiori che abbia mai visto.

La storia vede una madre impegnata nella ricerca della figlia scomparsa, secondo lei (su consiglio di un investigatore privato) rapita da un gruppo di delinquenti per farla protagonista di uno snuff movie.
Per compiere le sue ricerche, la donna è costretta ad addentrarsi nel giro della pornografia estrema, che la porterà a girare l'Europa nel tentativo di riportare a casa sana e salva la giovane.

State alla larga da questa orribile produzione, figlia certamente di un budget risicatissimo, vista la pessima qualità degli arredi, la fotografia discutibile e i trucchi indegni di tale nome. Le scene che dovrebbero essere splatter si risolvono in cambi d'inquadratura o parti del corpo palesemente ricostruite in gomma.

Ci troviamo davanti ad un brutto che definire brutto è offensivo per altri film che hanno almeno qualche spunto interessante o battute che (magari involontariamente) fanno ridere.
Se cercate un film che strappi qualche sorriso per la sua bruttezza, andate a cercarlo altrove; se vi avvicinate per la trama letta sul retro del dvd, tenete le aspettative su un livello molto ma molto basso; se conoscete i peggiori lavori di Bruno Mattei e nonostante questo volete proseguire... beh almeno non potrete dirvi sorpresi dopo averlo visto.

domenica 1 agosto 2010

Arthur Allan Seidelman: Ercole a New York

Quello di cui vado a scrivere ora è un film di una notevole importanza culturale, non tanto perché opera prima del regista Arthut A. Seidelman (che ha in seguito diretto un'infinità di lavori per la TV) ma perché si tratta del primo film in cui vediamo come protagonista un giovane (giovanissimo, incredibilmente ventiduenne) Arnold Schwarzenegger.

Nel suo primo ruolo da star, il nostro tutto muscoli non poteva che impersonare l'eroe mitologico meglio noto al pubblico con il nome di Ercole, ma non in un classico peplum ambientato in tempi antichi, bensì in una moderna (all'epoca) metropoli qual'è New York.

Il sempre giovane Ercole è stufo della monotona vita sull'Olimpo e lo da a vedere al padre onnipotente Giove, che però non sembra propenso a lasciarlo libero di andare a fare un giro turistico sulla terra.
Durante l'ennesimo dei litigi, Giove, adirato, lo scaraventa sulla Terra. O meglio, in mare, a diverse miglia dalla costa, dove verrà ripescato da una nave di passaggio.

Così iniziano le disavventure del semidio, per niente avvezzo alla vita nel mondo moderno, nel quale si farà strada come meglio gli si addice: lottando con chiunque gli si ponga innanzi per ostacolarlo.
A partire dall'equipaggio della nave, passando per un tassista al quale non può pagare la corsa ("Come sarebbe, vuole essere pagato per aver portato Ercole in carrozza?"), incontri di lotta libera, fino addirittura ad un orso scappato dallo zoo (che regala peraltro grasse risate alla prima occhiata, in cui ci si accorge che si tratta di un uomo con un costume, sicuramente non interessato ad apparire molto realistico nei movimenti).
Ovviamente Ercole avrà la meglio su tutti gli avversari terrestri, fino a quando un complotto ordito sull'Olimpo non lo metterà in difficoltà...


La regia, soprattutto nella prima parte, sottolinea la componente involontariamente comica del film, che però con il passare del tempo si fa sempre più lento e difficile da seguire; fortunatamente almeno nel finale si risolleva un po', regalando ancora una chicca che rende lo spettatore felice di essere arrivato fino in fondo e non aver abbandonato la visione nei momenti più difficili.

venerdì 30 luglio 2010

Stephen, Charles e Edward Chiodo: Killer Klowns from Outer Space

Aggirandomi tra gli scaffali di un noto negozio di elettronica triestino, alla ricerca di un regalo appropriato per un buon amico, qualche mese fa, non potevo proprio prevedere cosa mi sarebbe capitato tra le mani...
Dal grosso cesto del grottesco, i film scontati che bene o male nessuno vuole, rimestando per qualche minuto salta fuori questo titolo...i pagliacci assassini dello spazio? Ma cos'è? E finisco per comprarlo al malcapitato festeggiato assieme ad altri commilitoni del trash.
Tutto finisce dimenticatoio, fino a qualche giorno fa, quando durante una serata a casa sua risbuca il divvuddì incriminato...

La prima cosa che salta all'orecchio (eh, si, proprio all'orecchio^__^) è la musichina del menù: un reprise del classico pezzo da circo, però magnificamente schitarrato da un oramai (ahimè) dimenticato gruppo punk-rock anni 80: i Dickies





Il film risulta essere aldisopra di ogni aspettativa!
In una cittadina americana,Crescent Cove, durante i casti amoreggiamenti giovanili nei parchi notturni, viene avvistata una posticcissima stella cadente, di dimensioni, forme e movenze spropositate... Mike e Debbie, i nostri eroi, una coppia di fidanzatini a dirla loro poco meno che ventenni si precipita sul luogo dell'impatto, scoprendo niente popodimeno che un'astronave a forma di tendone da circo...avventuratisi all'interno vengono subito a conoscenza della verità: dei malvagissimi clown extraterrestri stanno uccidendo gli abitanti della cittadina, conservando i corpi in dei grossi bozzoli di zucchero filato. Il loro monito alle forze dell'ordine però serve a ben poco: la centrale di polizia consta di ben 2 (e dico DUE) agenti: l'uno troppo prevenuto contro i giovani (ubriaconi fancazzisti e delinquenti) l'altro coinvolto emotivamente...trattasi infatti dell'ex fidanzato della protagonista, poco disposto ad archiviare la storia. E' solo dopo aver visto in azione i clown assassini che il giovane poliziotto si convincerà del pericolo e aiuterà Mike a liberare il paesino dagli alieni abbattendoli come si conviene a ogni clown: scoppiandogli il naso!
Finale decisamente appropriato con comparsa del gigantesco "clownzilla" abbattuto dall'eroico poliziotto Dave, in un modo tutto da scoprire...


Film scorrevolissimo e a mio avviso geniale per quanto riguarda tutto ciò che concerne i clown: Dall'astronave a forma di circo al gigantesco pagliaccio finale, passando per le "torte acide" e il pistolone sparapopcorn (al quale va una menzione: le tracce di popcorn attacate ai due giovani malcapitati vengono seguite da un cagnolino fatto di palloncini dai clown...ma quando pensi di esserti dimenticato del popcorn scopri che può mutare in dei simpaticissimi e dentuti pagliacetti-serpentello, terrore di ogni lavandaia quando escono dal cesto della roba sporca!)

Nasce come primo lungometraggio diretto e sceneggiato dai fratelli Chiodo, inizialmente stroncato ma che poi, grazie a un notevole successo di pubblico e a una maggiore facilità di "passaparola" è divenuto un vero e proprio cult del genere "B".

In definitiva un'ottimo modo di trascorrere una piacevole serata, come consiglia il retrocopertina, in compagnia di qualche amico e un paio di birre.

Caro Babbo Natale...

... lo so che è ancora presto, ma ti scrivo per chiederti un regalo grande grande.
Non voglio chiederti un computer nuovo per scrivere i miei post, né una videocamera per girare dei corti (per quello ogni utente può fare una piccola donazione tramite il pulsante nella barra in basso, anche se dubito questo appello funzionerà), né voglio chiederti la pace nel mondo, come fanno tanti altri bambini.

So che quello che ti sto per chiedere è un po' impegnativo, ma credo di essere stato bravo quest'anno e magari con l'aiuto delle conoscenze giuste potrebbe essere più facile di quanto sperato.

Per favore Babbo Natale, ferma la produzione e le riprese di:
- i seguiti di Predators;

E se proprio ti riesce, ma non vorrei iniziare ad essere troppo pretenzioso, anche gli ulteriori seguiti di Saw e I Pirati dei Caraibi.

So che purtroppo non hai potuto fare niente per Karate Kid e Predators, ma confido nella tua pietà nei miei confronti e spero di non vedere mai al cinema quei film.

Grazie tante,

Mauro

mercoledì 28 luglio 2010

Trey Parker: Team America



Il film in questione ha tutte le carte in regola per attirare la curiosità dello spettatore in cerca di qualcosa di curioso e anche abbastanza diverso da quel che si vede di solito: realizzato dal duo Trey Parker e Matt Stone, svezzati alla Troma e poi diventati famosi con South Park, questo film d'animazione è recitato completamente da marionette, riprendendo la tecnica utilizzata per realizzare il vecchio telefilm dei Thunderbirds, in questo caso affidata a dei maghi degli effetti speciali anni ottanta, ovvero i fratelli Chiodo (quelli di Killer Klowns from outer space, per capirsi). La trama è presto detta: esiste un gruppo di supersoldati americani, dotati di mezzi tecnologicamente avanzatissimi con base operativa nel monte Rushmore, che combattono il terrorismo e più in generale i nemici dell'occidente in tutto il mondo... finendo il più delle volte, grazie al grilletto facile e altre simili abitudini statunitensi, a far più danni dei terroristi stessi. Uno di loro viene ucciso e rimpiazzato dal governo americano con un attore, allo scopo di usarlo come spia da infiltrare fra i nemici; la nuova squadra così formata, alle prese col nuovo arrivato più o meno accettato dai vari membri della squadra, dovrà sventare un superattacco terroristico su scala mondiale pianificato dal leader nordcoreano Kim Jong-il, che è riuscito a imbrogliare tutto facendosi passare per un sostenitore della pace mondiale ottenendo addirittura il sostegno della Gilda Attori Yankee (GAY), un'associazione di famosi attori hollywoodiani ingenuamente pacifisti.
Come si può capire, il film prende di mira svariate cose: dal punto di vista politico-sociale c'è una presa in giro dell'antiterrosimo occidentale e statunitense, pericoloso per la gente comune quanto il terrorismo stesso, ma anche del pacifismo da salotto un po' radical-chic dei presunti intellettuali americani; per quanto riguarda il discorso metacinematografico si prendono in giro parecchio i film d'azione americani e tutta la ridicola boriosità di questi eroi spaccatutto ma allo stesso tempo capaci di provare emozioni tenere e romantiche, per non parlare della presa in giro della raffigurazione estetica stessa di questi paladini della libertà, che vestono e pilotano mezzi dalle caratteristiche a dir poco pittoresche (senza alcun dubbio gli autori di questo film hanno visto Megaforce); ovviamente poi anche l'animazione stessa a base di marionette inespressive e dai movimenti goffissimi (il più delle volte i fili di nylon che li sostengono sono - volontariamente, ovvio - ben visibili) che invece recitano ruoli intensi e dai movimenti che vorrebbero essere acrobatici e coordinatissimi è fonte di risate.
Le scene indimenticabili sono più di una, vorrei ricordare soltanto la canzone-monologo di Kim Jong-il, che si sente tutto triste e solo in quella gabbia dorata in cui vive (alla maniera di Topo Gigio) e che forse poi è cattivo per questo, e la scena in cui vengono aizzati contro dei membri del Team America due pantere, che sono rese inserendo nella scena due gattini neri davanti alle marionette. Insomma, gli elementi per spassarsela un po' ci son tutti; va detto però che a volte, nell'itento di ricalcare i modelli cinematografici che si vogliono parodiare, si rischia di rimanerci troppo fedeli, e quindi c'è qualche momento in cui si ha la sensazione di guardare qualcosa in fondo non poi così diversa dall'oggetto della critica del film; ma forse è semplicemente il fatto che Parker e Stone si trovano più a loro agio con episodi corti che non lungometraggi (se l'avete visto, anche il film di South Park non era poi un gran ché), e comunque questa pellicola merita una visione già solo per la sua particolarità.
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