Dite "ciao ciao" alla pagina di imdb finché siete in tempo, perché se è vero che (come dicono) il reboot di Robocop è stato cancellato, anche quella presto sparirà.
Ma scomparsa o meno della pagina, io sono estremamente soddisfatto dell'abbandono dell'ennesima idea atta a rovinare quello che molti (me compreso) considerano il miglior decennio cinematograficamente parlando.
Ora speriamo solo che rinuncino anche al seguito di Predators e per un po' mi potrò dire soddisfatto (finché non esce The Expendables, ovviamente)
mercoledì 28 luglio 2010
lunedì 26 luglio 2010
Tom Six: The Human Centipede
In due parole: grottesco e angosciante.
Piuttosto semplice ma terrificante, inizia come tanti altri film horror con un'atmosfera distesa e rilassata per passare in breve tempo ad una moderata tensione che ben presto diventa una strizzata di palle che non si sente spesso.
Due belle e giovani ragazze americane sono in viaggio in Europa e mentre si trovano in Germania la loro auto si ferma in mezzo ad un bosco mentre stanno andando in un night club. Purtroppo per loro la nottata (né il resto della vacanza) proseguirà nel modo sperato.
In cerca di aiuto, Lindsay e Jenny, troveranno la casa del Dottor Heiter (Dieter Laser) che non si farà pregare due volte per farle entrare e sedarle, per farle diventare due dei tre pezzi necessari per il suo esperimento.
Ciò che il bizzarro chirurgo vuole creare è una sorta di tripletta di gemelli siamesi, uniti l'uno all'altro attraverso l'apparato digerente, ovvero bocca-ano. Difficile, a mio avviso, immaginare qualcosa di più disgustoso che il risvegliarsi da un'anestesia e ritrovarsi attaccati ad altre due persone (nel peggiore dei casi, essendo nella parte del pezzo centrale).
La procedura con cui i tre (il primo in fila è un giapponese che non parla altro che la sua lingua madre) vengono uniti è dettagliatamente descritta dal medico prima di iniziare l'operazione, davanti agli sguardi terrorizzati delle vittime, ma viene mostrata solo a tratti, senza troppa dovizia di particolari.
Una volta portato a termine il lavoro, il Dr. Heiter cercerà di addestrare la sua creatura affinché gli ubbidisca, ma incontrerà notevoli difficoltà dovute al forte carattere di Katsuro che non ha intenzione di farsi sottomettere.
Il Dr. Heiter è semplicemente pazzo e ne dà dimostrazione continuamente, con i suoi scatti d'ira e la sua perversione deviata per il lavoro che svolge, mai sazio e costantemente desideroso di superare il limite e Dieter Laser lo interpreta magnificamente.
Altrettanto adatti ai loro ruoli sono le tre vittime, Ashley C. Williams, Ashlynn Yennie e Akihiro Kitamura che riescono a trasmettere alla perfezione il senso di terrore e angoscia cercato dal regista e scrittore Tom Six.
Interessante il simbolismo della nazionalità dei personaggi, il malvagio tedesco che tiene sotto torchio America e Giappone e compie controversi esperimenti proprio come gli scienziati nazisti, il tutto molto sentito dallo stesso autore della pellicola di nazionalità olandese.
Piuttosto disturbato e disturbante nei contenuti (il cui punto a favore è sicuramente l'originalità), si tiene in piedi grazie alla tensione psicologica essenziale per non farlo risultare noioso perché eccessivamente lento, ma senza lasciare in secondo piano l'aspetto puramente visivo, altrettanto fondamentale per la buona riuscita dell'intero film.
Piuttosto semplice ma terrificante, inizia come tanti altri film horror con un'atmosfera distesa e rilassata per passare in breve tempo ad una moderata tensione che ben presto diventa una strizzata di palle che non si sente spesso.
Due belle e giovani ragazze americane sono in viaggio in Europa e mentre si trovano in Germania la loro auto si ferma in mezzo ad un bosco mentre stanno andando in un night club. Purtroppo per loro la nottata (né il resto della vacanza) proseguirà nel modo sperato.
In cerca di aiuto, Lindsay e Jenny, troveranno la casa del Dottor Heiter (Dieter Laser) che non si farà pregare due volte per farle entrare e sedarle, per farle diventare due dei tre pezzi necessari per il suo esperimento.
Ciò che il bizzarro chirurgo vuole creare è una sorta di tripletta di gemelli siamesi, uniti l'uno all'altro attraverso l'apparato digerente, ovvero bocca-ano. Difficile, a mio avviso, immaginare qualcosa di più disgustoso che il risvegliarsi da un'anestesia e ritrovarsi attaccati ad altre due persone (nel peggiore dei casi, essendo nella parte del pezzo centrale).
La procedura con cui i tre (il primo in fila è un giapponese che non parla altro che la sua lingua madre) vengono uniti è dettagliatamente descritta dal medico prima di iniziare l'operazione, davanti agli sguardi terrorizzati delle vittime, ma viene mostrata solo a tratti, senza troppa dovizia di particolari.
Una volta portato a termine il lavoro, il Dr. Heiter cercerà di addestrare la sua creatura affinché gli ubbidisca, ma incontrerà notevoli difficoltà dovute al forte carattere di Katsuro che non ha intenzione di farsi sottomettere.
Il Dr. Heiter è semplicemente pazzo e ne dà dimostrazione continuamente, con i suoi scatti d'ira e la sua perversione deviata per il lavoro che svolge, mai sazio e costantemente desideroso di superare il limite e Dieter Laser lo interpreta magnificamente.
Altrettanto adatti ai loro ruoli sono le tre vittime, Ashley C. Williams, Ashlynn Yennie e Akihiro Kitamura che riescono a trasmettere alla perfezione il senso di terrore e angoscia cercato dal regista e scrittore Tom Six.
Interessante il simbolismo della nazionalità dei personaggi, il malvagio tedesco che tiene sotto torchio America e Giappone e compie controversi esperimenti proprio come gli scienziati nazisti, il tutto molto sentito dallo stesso autore della pellicola di nazionalità olandese.
Piuttosto disturbato e disturbante nei contenuti (il cui punto a favore è sicuramente l'originalità), si tiene in piedi grazie alla tensione psicologica essenziale per non farlo risultare noioso perché eccessivamente lento, ma senza lasciare in secondo piano l'aspetto puramente visivo, altrettanto fondamentale per la buona riuscita dell'intero film.
domenica 25 luglio 2010
I nostri lettori, che gente strana
Ho notato nel corso della breve vita di questo blog, che i visitatori arrivano a noi in modo, spesso, buffo e vi voglio rendere partecipi, in modo che anche voi possiate farvi una risata:
Tramite le ricerche sui motori di ricerca troviamo infatti alcuni risultati abbastanza sensati, come:
scena madre [qualcuno che già ci conosce e cerca il blog?]
"il bosco" marfori [ci sono anche io tra i famelici ricercatori di notizie che passano le giornate a spulciare i risultati di quella stringa]
blogspot film [qualcuno che probabilmente voleva scoprire qualche nuovo blog interessate]
bravo ma basta film festival 2010
&
festival intercomunale di cinema amatoriale 2010 [sono felice di poter aiutare chi cerca informazioni sui festival cinematografici]
coralina cataldi-tassoni [Il Bosco 1 miete decisamente molte vittime]
Per poi arrivare a cose un po' più strane, se non a volte addirittura grottesche:
esistono siti di sole donne amatoriali [in che senso?]
porno [pur non avendo mai usato tale parola all'interno del blog... mah, i misteri di google...]
il festival della fica [ora, io spero che si trattasse del FICA, ma se così non fosse? dovrei informarmi in merito...]
film porno [e vabbè, ne avrò anche visti svariati, ma perché mi vogliono dare dei meriti che non ho?]
fil porno [questo credo sia un errore di battitura, altrimenti rimango allibito sul significato del filo porno...]
madre, fica [no, giuro, non ho mai e poi mai scritto niente di incestuoso >_<]
Tramite le ricerche sui motori di ricerca troviamo infatti alcuni risultati abbastanza sensati, come:
scena madre [qualcuno che già ci conosce e cerca il blog?]
"il bosco" marfori [ci sono anche io tra i famelici ricercatori di notizie che passano le giornate a spulciare i risultati di quella stringa]
blogspot film [qualcuno che probabilmente voleva scoprire qualche nuovo blog interessate]
bravo ma basta film festival 2010
&
festival intercomunale di cinema amatoriale 2010 [sono felice di poter aiutare chi cerca informazioni sui festival cinematografici]
coralina cataldi-tassoni [Il Bosco 1 miete decisamente molte vittime]
Per poi arrivare a cose un po' più strane, se non a volte addirittura grottesche:
esistono siti di sole donne amatoriali [in che senso?]
porno [pur non avendo mai usato tale parola all'interno del blog... mah, i misteri di google...]
il festival della fica [ora, io spero che si trattasse del FICA, ma se così non fosse? dovrei informarmi in merito...]
film porno [e vabbè, ne avrò anche visti svariati, ma perché mi vogliono dare dei meriti che non ho?]
fil porno [questo credo sia un errore di battitura, altrimenti rimango allibito sul significato del filo porno...]
madre, fica [no, giuro, non ho mai e poi mai scritto niente di incestuoso >_<]
martedì 20 luglio 2010
Paul Verhoeven: Atto di Forza
Un ancora giovane Arnold Schwarznegger è protagonista di questa avventura fantascientifica scritta da Philip K. Dick e diretta da Paul Verhoeven in cui l'avanzamento scientifico e tecnologico ha portato alla formazione di un mondo che ha dell'incredibile.
Viaggiare nello spazio è all'ordine del giorno e andare in vacanza su Marte può essere una passeggiata, se non fosse per le tensioni create dagli abitanti della colonia del pianeta rosso.
Ma se la moglie non vuole fare viaggi nello spazio, una soluzione per godersi la vista dei deserti marziani infuocati c'è: la Recall, un'azienda che promette di mettere nella testa del cliente il ricordo di una bellissima vacanza, senza che questo si sia mai allontanato da casa.
Sappiate però che se siete degli ex agenti segreti a cui è stata cancellata in precedenza la memoria e rimpiazzata con una farlocca, allora con questo trattamento potreste ricordare cose scomode per qualcuno e tornare su Marte per aiutare la resistenza di indigeni a riprendere il controllo del proprio pianeta ormai in mano a una spietata compagnia mineraria.
Considerata l'età del film (1990) è sempre un piacere rivederlo anche e soprattutto per gli effetti speciali che per l'epoca considerata si difendono più che egregiamente.
Sicuramente non è un film da oscar, ma la storia è interessante e ben sviluppata, con qualche colpo di scena e momenti di tensione nei punti giusti. Godibile e assolutamente non pesante, si lascia guardare con facilità pur trattando temi non banali ma in modo implicito, mettendo in primo piano combattimenti ed esplosioni piuttosto che sentimentalismi e seghe mentali.
domenica 18 luglio 2010
Nimród Antal: Predators
Soldati, assassini, mafiosi, pazzi maniaci e chi più ne ha più ne metta, precipitano improvvisamente e senza aver memoria di cosa sia accaduto, in quella che sembra essere una foresta sudamericana in cui qualcosa gli darà la caccia, per puro divertimento, per il piacere di uccidere e di manifestare la propria superiorità.
L'essere più combattivo dell'universo (secondo solo al cast di The Expendables) è tornato in azione, per fare quello che sa fare meglio: divertirsi. E stavolta lo farà a scapito di un gruppo di esperti combattenti provenienti da diverse parti del mondo, uno più temibile dell'altro.
Nel complesso i protagonisti sono semplicemente delle pedine messe in una foresta (esattamente come li vedono i predator e in un certo senso può anche andar bene così) ma allo spettatore questo non basta, c'è bisogno di interazione, dialoghi brillanti e soprattutto un briciolo di psicologia dei personaggi che invece di rimanere stupefatti e shoccati quando si rendono conto di esser prede di cacciatori alieni su un pianeta sconosciuto, continuano la loro passeggiata armi in mano come se nulla fosse.
Inutile dire che manca tutto ciò.
3. L'ambientazione
Ben curata e adatta alla situazione: Sì.
Gli ambienti sono realistici e curati, le riprese colgono sempre i paesaggi dalla migliore angolazione senza far trasparire l'uso di artificiosità o effetti speciali (ben fatto il cielo in cui si vedono pianeti e soli che li fanno rendere conto di non essere sulla terra).
4. I Predator
Pur essendo ben fatti non rispecchiano appieno quelli originali: Nì.
Assolutamente niente da ridire dal punto di vista tecnico, dei trucchi e dei costumi dei predator, molto ben fatti in tutti e tre le varianti proposte. Ma proprio qui nascono i dubbi... nel film compaiono tre predator con diverse maschere e ci si aspetta che posseggano diverse abilità. Ma non è così. Non viene palesata nessuna differenza oltre a quella dell'aspetto e personalmente ci sono rimasto un po' male, speravo in un più azione dovuta al dover usare le diverse abilità dei protagonisti per sconfiggere i tre alieni in modi diversi. Il tentativo di farlo c'è, si intravede ma non viene a galla, si risolve in un avanzamento a tappe in stile videogioco, che di questi tempi nel cinema abbonda e (a mio avviso) annoia.
Ulteriore dettaglio da esaminare, che potrebbe inizialmente passare inosservato, è la tipica azione compiuta dai predator quando sanno di non poter sconfiggere il proprio nemico: farsi esplodere. Perché qui non accade?
5. Il finale
Indigesto: Assolutamente NO.
L'essere più combattivo dell'universo (secondo solo al cast di The Expendables) è tornato in azione, per fare quello che sa fare meglio: divertirsi. E stavolta lo farà a scapito di un gruppo di esperti combattenti provenienti da diverse parti del mondo, uno più temibile dell'altro.
Finita la breve anticipazione, passiamo ai motivi per vedere o non vedere Predators:
1. La trama
Semplice e poco sviluppata: No.
L'idea non è male a mio avviso e spunti potenzialmente interessanti non mancano (come il personaggio interpretato da Laurence Fishburne) ma non vengono sfruttati a dovere e lasciano con l'amaro in bocca, tanto che vien quasi da pensare che la versione vista al cinema sia stata tagliata per risparmiare tempo, togliendo parti di storia che altrimenti avrebbero portato il film su binari positivi.
2. I personaggi
Pieni di luoghi comuni e per niente caratterizzati: No.
L'idea non è male a mio avviso e spunti potenzialmente interessanti non mancano (come il personaggio interpretato da Laurence Fishburne) ma non vengono sfruttati a dovere e lasciano con l'amaro in bocca, tanto che vien quasi da pensare che la versione vista al cinema sia stata tagliata per risparmiare tempo, togliendo parti di storia che altrimenti avrebbero portato il film su binari positivi.
2. I personaggi
Pieni di luoghi comuni e per niente caratterizzati: No.
Il punto focale in questo caso è indubbiamente Adrien Brody. Molte domande sorgono spontanee nel vederlo interpretare un militare senza scrupoli e senza anima:
1) perché lui?
2) perché?
Royce, il personaggio che interpreta, risulta fin dal primo minuto fastidioso e saccente, di quelli che sanno tutto di tutti e sono fighi perché ammazzano le persone. Ma l'aspetto peggiore è senza ombra di dubbio il suo continuare a raccontarci, durante lo svolgimento del film, cosa sta accadendo e cosa sta per accadere, come se lo spettatore fosse scemo (e avendo speso dei soldi per vedere questo film al cinema mi vien quasi il dubbio che abbia ragione) e non fosse in grado di capire cosa sta accadendo. Ma almeno non dirci cosa stai andando a fare, che rovini la sorpresa!Nel complesso i protagonisti sono semplicemente delle pedine messe in una foresta (esattamente come li vedono i predator e in un certo senso può anche andar bene così) ma allo spettatore questo non basta, c'è bisogno di interazione, dialoghi brillanti e soprattutto un briciolo di psicologia dei personaggi che invece di rimanere stupefatti e shoccati quando si rendono conto di esser prede di cacciatori alieni su un pianeta sconosciuto, continuano la loro passeggiata armi in mano come se nulla fosse.
Inutile dire che manca tutto ciò.
3. L'ambientazione
Ben curata e adatta alla situazione: Sì.
Gli ambienti sono realistici e curati, le riprese colgono sempre i paesaggi dalla migliore angolazione senza far trasparire l'uso di artificiosità o effetti speciali (ben fatto il cielo in cui si vedono pianeti e soli che li fanno rendere conto di non essere sulla terra).
4. I Predator
Pur essendo ben fatti non rispecchiano appieno quelli originali: Nì.
Assolutamente niente da ridire dal punto di vista tecnico, dei trucchi e dei costumi dei predator, molto ben fatti in tutti e tre le varianti proposte. Ma proprio qui nascono i dubbi... nel film compaiono tre predator con diverse maschere e ci si aspetta che posseggano diverse abilità. Ma non è così. Non viene palesata nessuna differenza oltre a quella dell'aspetto e personalmente ci sono rimasto un po' male, speravo in un più azione dovuta al dover usare le diverse abilità dei protagonisti per sconfiggere i tre alieni in modi diversi. Il tentativo di farlo c'è, si intravede ma non viene a galla, si risolve in un avanzamento a tappe in stile videogioco, che di questi tempi nel cinema abbonda e (a mio avviso) annoia.
Ulteriore dettaglio da esaminare, che potrebbe inizialmente passare inosservato, è la tipica azione compiuta dai predator quando sanno di non poter sconfiggere il proprio nemico: farsi esplodere. Perché qui non accade?
5. Il finale
Indigesto: Assolutamente NO.
SPOILER ALERT!
SPOILER ALERT!
Nonostante il colpo di scena nelle battute finali, in cui Edwin (Topher Grace) rivela la sua vera identità di assassino con la contemporanea presunta morte di Royce faccia sperare in un finale originale e inaspettato, ci ritroviamo invece di fronte alla solita porcheria dell'eroe inizialmente burbero e scontroso che alla fine si rivela dal cuore d'oro e torna a salvare la bella Isabelle (Alice Braga) ormai preda del pazzo omicida e fa fuori prima l'uno e poi si avventa contro l'altro, il predator, arrivando sul punto di essere sopraffatto ma si salva grazie all'aiuto della ragazza con la quale rimarrà infine confinato sul pianeta, mentre altri disgraziati vengono paracadutati a terra...
Nel complesso: deludente e sviluppato male. Questo è il tipo di film di cui vorrei vedere un remake, per vedere la stessa trama ma in un film fatto bene.
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