martedì 27 aprile 2010

Phillip Noyce: Furia Cieca

Rutger Hauer è Nick Parker, un soldato che ha perso la vista in Vietnam durante un'imboscata subita a causa della negligenza del suo migliore amico, durante un tentato assalto alle linee nemiche. Perso e in preda agli eventi, finisce per essere catturato dagli abitanti di un villaggio, in cui viene istruito nell'uso della spada e nel destreggiarsi anche se privo di uno dei cinque sensi.

Anni dopo, lo ritroviamo mentre sta andando a far visita al suo commilitone, ma ad aspettarlo ci sono solo la moglie e il figlio di lui, che è ormai finito per essere prigioniero di un grosso spacciatore di droga, per il quale sta mettendo a punto una nuova sostanza letale.
Scambiate poche parole con la donna, è costretto a mettersi subito in marcia verso il vecchio Terry per portarlo in salvo e riconciliarlo al figlio, strappato dalle grinfie dei sicari del boss.

L'avventura è un misto di azione, dramma e comicità tipico degli anni '80-'90, quest'ultima dovuta soprattutto alla mancanza della vista del protagonista, comunque sufficientemente destro da riuscire a cavarsela in qualsiasi situazione, soprattutto in quelle al limite del credibile (come la guida di un furgone in centro città o più semplicemente gli svariati combattimenti nei quali riesce sempre ad avere la meglio).

Non è necessario dire che tutto andrà per il verso giusto, culminando con il ricongiungimento tra padre e figlio e l'eroe che si allontana da loro lasciandoli al loro destino per ripartire in cerca di nuove avventure, ma lo farò comunque, non solo per rovinarvi il finale ma anche per ribadire che si tratta di un bel film, che contiene tutti i classici cliché di quegli anni lì, dal reduce del Vietnam dal cuore d'oro alla lotta con il "boss finale" che è l'unico che può tenergli testa.

lunedì 26 aprile 2010

Roger Corman: La Vergine di Cera

Allontanatosi dal suo battaglione, un giovane ufficiale napoleonico si trova nei pressi di un castello nel quale si cela un misterioso segreto legato ad una intricata storia di amore, tradimento e morte.

Una evanescente ed affascinante figura femminile guida il tenente Andre Duvalier (Jack Nicholson) dalla spiaggia dove riprende i sensi fino alla cima della scogliera sulla quale si erge un castello abitato dal sinistro barone Von Leppe (Boris Karloff) e ai cui piedi vive in gran segreto una strega.
L'azione si svolge prevalentemente all'interno della fortezza, dove il giovane soldato girovaga in cerca di informazioni riguardo la ragazza che ha visto fuori dal castello e che il barone afferma essere sua moglie, morta oltre vent'anni prima.
Le ricerche di Andre lo porteranno a scoprire il mistero che si cela dietro il barone, assassino di sua moglie perché ne ha scoperto il tradimento con un altro uomo, figlio della strega che vive nei pressi del castello e che ha come suo unico scopo nella vita indurre il nobile al suicidio facendolo tormentare dai sensi di colpa. La vecchia è infatti convinta che il barone abbia tolto la vita anche a suo figlio, mentre è ignara del fatto che proprio lui, in seguito allo shock dovuto alla morte dell'amata, abbia inconsciamente preso il posto di Von Leppe, il quale è morto poco dopo la moglie.
Il piano della megera avrà comunque successo, anche una volta scoperta la verità e non potrà più fare niente per evitarlo.

La fotografia e le scenografie rendono perfettamente quelli che sono l'alone di mistero e l'atmosfera cupa che aleggiano sulla persona del barone Von Leppe e il suo castello, uniti ad una regia incostante (si alternano infatti alla regia Roger Corman, Francis Ford Coppola, Monte Hellman, Jack Hill e Jack Nicholson) che sottolinea ancora di più la particolarità dell'ambientazione e la vena surreale della vicenda, che sente in un certo qual senso l'eredità dei racconti di Edgar Allan Poe.

sabato 24 aprile 2010

Louis Leterrier: Scontro tra Titani

Ammetto le mie colpe innanzi a te, Mio Signore!

Già, perché mai come in questo momento mi sono sentito più in colpa dopo aver visto un film... e volete sapere perché? Perché ho visto chi sono gli sceneggiatori e il regista e forse avrei potuto risparmiare 4€ (lo so, ho pagato poco il cinema, ma avrebbero dovuto pagarmi loro per assistere a questo scempio) e un po' di tempo, magari per spenderlo a vedere un bel film.

Sarò didascalico.
Punti a favore: buone aspettative perché l'originale era un gran bel film; c'è quell'attore che ultimamente sta facendo tanto successo perché ha un bel faccino, un bel fisico e fa il duro che ci piace tanto.
Ma soprattutto: i trailer (in lingua originale) sono una figatona.
>>Mi dicono di sottolineare che c'è anche Polly il kraken, ma vabbè io non sono un grande fan<<

Tutto il resto:
Il film non si avvicina neanche all'originale, stravolgendone la storia, sopprimendo personaggi e facendomi quasi piangere; insomma, quando si fanno i remake si sfrutta il successo di un bel film per farne un'accozzaglia di corse e combattimenti per attirare allocchi (eccomi, sono il primo) al cinema.
E poi, perché da qualche anno "film d'azione" è sinonimo di "trama banale o del tutto assente"?
Ma punto fondamentale, per comprendere il perenne peggioramento del cinema internazionale (diciamo pure americano), è il voler sempre più fare del protagonista il figo per eccellenza, quello che tutto può e sempre vincerà, contro tutti, magari anche sparando qualche battutina a volte inopportuna.
Deve essere quindi scaltro, forte, simpatico e ovviamente in cerca di vendetta perché qualcuno gli ha ucciso qualche parente, amico, l'amata eccetera eccetera.
Tanto alla fine vince, ma lo si sa dall'inizio, vent'anni fa almeno facevano finta di farci venire il dubbio.

Killer Crocodile

Pater Sparrow: 1

Ad una libreria, anche se ben fornita, potrebbe mancare UN libro.
E se invece di mancare, fosse presente UN solo libro, il cui contenuto fa, inspiegabilmente, perdere il senno a chi lo legge? Un solo libro, in migliaia di copie, che ben presto monopolizzerà gli spazi nei notiziari televisivi a causa della sua peculiarità.
Mentre si svolgono le indagini della polizia per cercare di individuare chi e in quale modo abbia diffuso il libro, che in copertina riporta un semplice “1”, viene pian piano illustrato allo spettatore cosa si cela tra le sue pagine.
Non si tratta che di statistiche; statistiche accuratissime, su qualsiasi argomento si possa immaginare e l'accuratezza dei dati riportati è sorprendente, perché si aggiornano ogni istante con quella che è la realtà del pianeta.
Quante persone nascono, quante perdono la vita, il numero di rapporti sessuali in ogni momento, ogni giorno, giorno e notte, a qualsiasi ora si apra il libro questo continua ad aggiornarsi, a far scorrere una quantità di numeri inimmaginabile, tutti riguardanti le nostre vite, tutti ad indicare le nostre abitudini, a renderci partecipi degli avvenimenti del pianeta, evidenziare ogni particolare del mondo che ci circonda, dell'animo umano.

Non si può non rimanere toccati da ciò che vi è scritto, come non si può non rimanere toccati dalla visione di questo film surreale, difficile se non impossibile da comprendere, che lascia lo spettatore inerme davanti allo schermo, a chiedersi cosa gli sia appena passato davanti: un capolavoro visionario o un complesso di scene che nel loro susseguirsi non giungono a nessuna conclusione?
Che ognuno esprima il proprio parere in proposito, poiché parlare oggettivamente ed in modo univoco di questa produzione è quanto di più sbagliato si possa cercare di fare, data la sua originalità e la (apparente?) mancanza di senso dei 90 minuti appena trascorsi.
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