sabato 8 maggio 2010

Frank Kramer (Gianfranco Parolini): Noi non siamo angeli

Molti di voi avranno visto qualche film con Michael Coby e Paul Smith, i due sosia di Bud Spencer e Terence Hill, che hanno recitato in una manciata di film che molto spudoratamente tentavano di sfruttare il successo di Lo chiamavano Trinità e sequel (con tanto di stessi doppiatori degli originali, Glauco Onorato e Pino Locchi, per indurre ancor più in inganno gli spettatori). Questo è il loro terzo film, in cui interpretano due rissosi fratelli - uno forzuto ma tontolone e uno smilzo e furbo - che partecipano a una gara di corse il cui premio è l'assegnazione di una concessione di trasporti nella zona; la vincono, grazie all'ausilio di un paio di automobili e di deltaplani.
Bisogna dire che, fra tutti e 5 i film con questa coppia plagiatoria, questo è il più indigesto, per vari motivi: il film avrebbe anche certe pretese, come quella di mostrare l'avanzamento del progresso anche nel west con l'arrivo delle auto e cose così, ma quest'ambientazione primonovecentesca mezza western e mezza no sembra un miscuglio fra Lo chiamavano Trinità e Anche gli angeli mangiano fagioli, generando un certo disorientamento nello spettatore. Oltre a questo, le pretese di questo film mal si conciliano con gag idiote ripetute all'infinito, battute pecorecce e una colonna sonora degna del peggior film di Pierino. Insomma, un regista come Gianfranco Parolini, che pur nella sua modestia altrove ha avuto per le mani gente come Lee Van Cleef o Yul Brynner con ottimi risultati, qui ha fatto un passo falso, realizzando un film che vi rimarrà sullo stomaco per parecchie ore; non tanto per il fatto dei cloni, che negli altri film diretti da Ferdinando Baldi o Giuliano Carnimeo ancora ancora si lasciano guardare, ma per il fatto di aver voluto fare un film troppo "ambizioso" e sgangherato rispetto ai mezzi che aveva a disposizione.

venerdì 7 maggio 2010

Come si comportano gli zombie? Non troppo bene...

Dopo aver scoperto che:
The Zombie Bite Calculator

Analizziamo come si comportano gli zombie, cosicché chi mi sta vicino possa rendersi conto del mio cambiamento (forse, in meglio).

Poiché lo zombi non è un'entità ben definita, ma nel corso degli anni ha sempre assunto forme leggermente diverse, evolvendosi, diventando sempre diversa e aggiungendo o eliminando determinate caratteristiche, non è facile classificare o elencare i tratti del loro comportamento, ma possiamo quantomeno evidenziare i più frequenti per creare delle linee guida:

- assenza di volontà (se non quella, non cosciente, di cibarsi di carne umana);
- movimenti lenti e impacciati (con opportune eccezioni di zombi particolarmente agili e veloci, per citarne alcuni, quelli di Incubo sulla Città Contaminata o Zombi 3);
- aggressività (se escludiamo quelli più "antichi" legati alla tradizione voodoo che rispondevano solamente agli ordini del proprio padrone);
- spostamenti in gruppi, sempre più numerosi e blanda cooperazione, non competitività;
- una costante ricerca di cibo (carne umana fresca), che li spinge a trovare sempre gli umani superstiti;
- paura del fuoco, che invece negli umani non è presente, ma si manifesta negli zombi come negli animali;
- possono essere uccisi solamente distruggendo il cervello, venga esso bruciato, schiacciato, disintegrato o altro.

Un altro tassello del nostro grande puzzle è stato messo sul tavolo, la prossima volta parleremo delle incertezze e dei dubbi che esistono riguardo alla figura dello zombi.

giovedì 6 maggio 2010

Spulciando tra i cast: ep.1

Una delle mie attività preferite, quando ho un po' di tempo, è andare su imdb e, iniziando da un film che ho visto, cercare quali sono i membri del cast (attori, registi, scrittori, produttori ecc.) e vedere quanto a come si ripetono, quanto hanno lavorato assieme, quanti dei loro lavori conosco e cose simili.
Visto che a volte si trovano delle informazioni interessanti, le condividerò con voi, ecco la ricerca di oggi:

Sono partito da La Chiesa, di Michele Soavi, un film parecchio brutto, ma del resto a noi piacciono così.
Sorvolo i lavori da regista perché oltre a vedere che ha fatto Dellamorte Dellamore - "il film di Dylan Dog" - e alcuni film per la tv a sfondo nazionalista, non lo trovo molto interessante; mi soffermo invece di più sulla sua carriera da attore, vedendo subito diversi titoli che mi suonano familiari (ma ci tengo a precisare che si tratta quasi sempre di ruoli secondari o di poco conto):

Per primo vedo Alien 2 - Sulla Terra, sequel apocrifo del 1980 del famosissimo Alien di Ridley Scott, questo invece diretto e prodotto da un apparentemente sconosciuto Ciro Ippolito, che ritroviamo però qualche anno più tardi come regista di Arrapaho. Niente da aggiungere per il buon Ciro.

Scorrendo tra gli altri titoli, se ne trovano altri ben più interessanti, come Opera (1987) e Phenomena (1985), entrambi di Dario Argento ed entrambi con Daria Nicolodi e, da notare, il primo con Coralina Cataldi Tassoni, la star de Il Bosco 1.


Messo da parte Argento, troviamo un altro esperto di horror, Lamberto Bava (ricordando che i due hanno lavorato assieme diverse volte), con i suoi Dèmoni (1985) e La Maschera del Demonio (1989), il primo sceneggiato da Dario Argento.

Qualche altro nome interessante:
- I Predatori di Atlantide (1983) di Ruggero Deodato (Cannibal Holocaust, La casa Sperduta nel Parco);
- Paura nella Città dei Morti Viventi (1980) di Lucio Fulci (Non si Sevizia un Paperino, E tu Vivrai nel Terrore - L'Aldilà, I Guerrieri dell'Anno 2072);
- Endgame - Bronx Lotta Finale (1983) e Caligola: La Storia Mai Raccontata (1982) di Joe D'Amato (Antropophagus, Rocco e i Magnifici 7, Killing Birds), il secondo su una sceneggiatura di George Eastman (Luigi Montefiori) - del quale parleremo prossimamente;
- Deliria (1987) scritto e diretto dallo stesso Michele Soavi.


Questa ricerca potrebbe durare all'infinito, o meglio durare settimane, soprattutto perché ad ogni nuovo nome che viene scoperto si aggiunge un lunghissimo elenco di film dal quale si risalirà ad altre persone e così via, in un circolo vizioso apparentemente senza fine.

mercoledì 5 maggio 2010

Christopher Lee si dà al Metal (di nuovo)

Non gli era bastata, evidentemente, la collaborazione con i Rhapsody qualche anno fa ed ha deciso di darsi da fare per conto suo, Sir Christopher Lee che stavolta ha deciso di fare le cose in proprio... o quasi, avvalendosi infatti di un'orchestra composta da 100 musicisti, nonché di due celebri band metal, i Rhapsody of Fire, appunto, e i Manowar.

"Buon" ascolto.

Luigi Cozzi: Paganini Horror



Cosa può accadere se una band per ritrovare l'ispirazione e comporre un nuovo pezzo da un milione di copie si affida ad un antico spartito, scritto da Niccolò Paganini?
Accade che che ne esce un film horror molto noioso e poco ispirato, con un doppiaggio italiano scandaloso, effetti speciali ilari e (soprattutto) filtri sulla macchina da presa che dipingono tutto di blu, per simulare, con scarsi risultati, la notte.

Come detto sopra, i protagonisti sono i membri di un gruppo musicale - accompagnati dalla produttrice - che per registrare un nuovo singolo si impossessano di uno spartito (La Danza delle Streghe), un inedito di Paganini e affittano per filmare il videoclip una villa in cui si dice il grande violinista abbia vissuto.
Dopo le prime prove con gli strumenti in mano, però, iniziano ad accadere strani avvenimenti e poco per volta tra esplosioni, scosse elettriche e pugnal-violinate, gli occupanti della casa iniziano a sparire.
In un vortice di orrore i sopravvissuti, che minuto dopo minuto diminuiscono sempre più, cercano di porre fine alla maledizione che aleggia nella Villa del Sol - "Non come sole in spagnolo, ma come la nota musicale".


Davvero imbarazzante il finale che pur lasciando trasparire un'idea di fondo accattivante, non fa che confermare la scarsezza del prodotto, che diventa una vera tortura per lo spettatore con il proseguire della visione.
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